Teatro Biondo: primi problemi per Roberto Alajmo: c’è chi gli contesterebbe la mancanza di titoli

IL PROBLEMA E’ NEL ‘MANICO’: COME QUESTO GIORNALE SCRIVE DA QUANDO E’ IN RETE, IL COMUNE DI PALERMO SI DOVREBBE SBARAZZARE DEL MASSONE GIANNI PUGLISI, CHE NON PUO’ CONTINUARE A ‘SPATULIARE’ CON LA GIUNTA DI LEOLUCA ORLANDO DOPO AVER ‘SPATULIATO’ CON LA GIUNTA DI DIEGO CAMMARATA. SIGNORI, UN PO’ DI COERENZA!

Un’altra del prof. Puglisi. Il massone dai 35 incarichi, in accordo con l’assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Francesco Giambrone, definito il regista dell’“operazione Biondo”, ha “promosso” lo scrittore Roberto Alajmo a direttore del Teatro Stabile di Palermo nel corso dell’ultimo consiglio d’amministrazione del teatro. L’aspetto, anche grottesco, della vicenda consiste nel fatto che Puglisi, a intermittenza, impone o di rispettare o di stracciare le regole.

D’accordo con Giambrone, Puglisi aveva più volte dichiarato sui giornali che il nuovo direttore del teatro Stabile di Palermo doveva nascere – com’è giusto che sia – da un concorso per titoli ad evidenza pubblica. Addirittura più volte aveva iscritto all’ordine del giorno del consiglio d’amministrazione del Biondo, annunciandolo alla stampa, la definizione del bando, mai varato. Improvvisamente, Puglisi ha deciso di stracciare le regole e le dichiarazioni fatte, nelle vesti di presidente di un teatro che lui stesso definisce anche formalmente pubblico; e, poco preoccupandosi del bando pubblico (e degli effetti che potrebbero scaturire dall’assenza del medesimo bando pubblico), ha fatto nominare direttore del Biondo una persona un po’ fuori dal giro.

Per carità – lo diciamo a scanso di equivoci -: nulla da dire sullo scrittore Roberto Alajmo, persona degnissima. Solo che, a parere di alcuni esperti, il nuovo direttore artistico non sembrerebbe avere i titoli per ricoprire tale incarico.

Siamo così arrivati al ‘velen della questione’: la genesi di queste note. Se scriviamo questo articolo è perché è giunta in redazione la notizia che a Palermo sarebbe in corso una raccolta di firme per presentare un esposto alla magistratura. Ad essere contestato non sarebbe tanto Roberto Alajmo, ma il solito Gianni Puglisi che l’ha nominato: il solito Puglisi che ha l’abilità di travolgere tutto e di spuntarla anche sul buonsenso.

Non sappiamo come finirà questa storia. Ma se risulterà vero che questi titoli mancherebbero, Giustizia a parte, il Ministero dello Spettacolo avallerà una nomina che inevitabilmente apparirebbe immotivata?


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