Lampedusa, O Scià: duello Baglioni-LoBello

Che quest’anno O’scià, sulla spiaggia di Lampedusa, non si farà si era già capito. Meno chiara è invece la diatriba nata tra l’Assessore Regionale al Territorio e all’Ambiente Mariella Lo Bello e la Fondazione O’scià. Non molti giorni addietro, sul proprio blog personale, Mariella Lo Bello aveva postato un commento riguardante la manifestazione canora ideata e diretta dal patron Claudio Baglioni. “Con l’auspicio che si possano superare le difficoltà legate all’organizzazione dell’evento O’scià a Lampedusa – scrive la Lo Bello – si garantisce il sostegno, nei limiti delle competenze e delle risorse disponibili, dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente”.

L’annuncio aveva scatenato già un certo entusiasmo nei lampedusani che vedevano cosi aprirsi una speranza per una possibile undicesima edizione. In realtà la nota dell’assessore, cosi aperta in segno di pace, proseguiva con un obbligatorio chiarimento relativo a una questione sollevata dalla Fondazione. Scrive infatti Mariella Lo Bello: “Mentre sul presunto mancato contributo relativo al 2012, segnalato alla stampa da Claudio Baglioni, sono stati avviati gli accertamenti necessari a fare chiarezza, ma ad oggi non è stata trovata nessuna traccia del relativo impegno di spesa e quindi la situazione è complicata. Ad onor del vero non abbiamo ricevuto in assessorato neanche la richiesta per il 2013”.

Nota disarmante che lancia qualche dubbio sulla modalità di reperimento e gestione delle sovvenzioni regionali alla manifestazione. La nota postata il 17 agosto sul proprio sito internet da Mariella Lo Bello, già a sua volta seguiva un comunicato stampa della Fondazione O’scià in cui si annunciava ufficialmente che “la manifestazione O’scià edizione 2013 purtroppo non si potrà svolgere”. Nella stessa nota la fondazione creata da Claudio Baglioni manifestava difficoltà economiche per il “mancato incasso del contributo erogato dall’assessorato Territorio e Ambiente della Regione siciliana per la trascorsa edizione O’scià 2012”. Cosi, a suon di comunicati stampa pubblicati sui rispettivi siti internet, assessorato e fondazione si scontrano in pubblica dialettica.

La Fondazione O’scià, appena l’indomani, il 18 agosto, scrive in merito al mancato contributo che “L’assenza del relativo impegno di spesa, atto interno all’amministrazione, non può certo volgersi in danno della Fondazione O’Scià”. Già, perchè a detta della Lo Bello, non esisterebbero richieste e impegni di spesa per il 2012 e neanche per il 2013. Dalla Fondazione O’scià precisano che a lamentare pubblicamente la mancata erogazione per l’anno 2012 non è stato Claudio Baglioni ma nessun chiarimento viene offerto in merito alla mancata richiesta per il 2013. Nulla che riguardi anche la proposta dell’assessorato di contribuire a “una versione ridotta magari a due serate per contenere le spese”.

Sui social si innescano subito dibattiti. Qualcuno scrive che “quindi è solo una questione di soldi” e qualcun altro che era “deluso da Claudio Baglioni”. In fondo O’scià era un evento sociale che doveva diffondere un messaggio di solidarietà nei confronti di chi arrivava in Italia attraverso il Canale di Sicilia, non il Festivalbar. Per farlo basterebbe Claudio Baglioni, un pianoforte e la splendida spiaggia della Guitgia a Lampedusa.


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