Un grande “no” alla scuola classista

La scuola è un momento propedeutico al modello di società che si prefigura. Su quest’assunto si è sviluppato l’intervento del dirigente scolastico, professor Giuseppe Cipolla, al convegno sul tema “Istruzione, inclusione sociale e occupazione” svoltosi nei giotrni scorsi nei saloni dell’Hotel delle Palme di Palermo. Incontro organizzato dalla federazione provinciale di Sinistra ecologia e libertà di Palermo, ospite d’onore Rita Borsellino.
Il convegno si è caratterizzato per un dibattito di alto profilo scientifico e culturale a partire dalla introduzione di Maria Guarguaglito, responsabile del settore scuola e formazione del partito a Palermo che ha introdotto i temi del dibattito con puntualità ed eficacia. Temi che hanno dato luogo ad una discussione assai qualificata. A partire dall’intervento di saluto portato dalla parlamentare europea Rita Borsellino, la quale ha testimoniato sulle differenze qualitative esistenti tra le scuole del Nord e quelle del Sud, affermando che al Nord le scuole sono ritenute centrali nella vita delle comunità, sono ospitali e vi si svolgono attività non solo didattiche, ma di integrazione sociale e di confronto culturale impegnato. Al Sud, e specialmente a Palermo, le scuole sono invivibili, sono ritenute estranee al contesto sociale e, in quanto luoghi delle regole di civiltà, sono da vandalizzare. E piuttosto che ristrutturarle per renderle agibili alla fruizione sociale vengono dotate di telecamere per vigilare sulla loro intangibilità.
Tra gli altri il professore Cipolla ha denunciato le nefaste tendenze introdotte dalle recenti riforme che hanno ristretto gli spazi formativi, hanno depresso la cultura della funzione pubblica dell’educazione ed hanno reintrodotto un modello classista dell scuola e della formazione, di tipo privatistico e di eccellenza per le classi alte della società nazionale a fronte del degrado e dell’abbandono per la scuola pubblica. Occorre pertanto rilanciare la scuola pubblica, farle fare un balzo in avanti e quindi dotarla di adeguate risorse finanziarie nella prospettiva di un futuro di avanzamento dell’intera società nazionale.
Il professore Umberto Guidoni – docente, astronauta ed astrofisico di fama internazionale, ma anche responsabile del dipartimento università, ricerca e scuola di Sinistra Ecologia e Libertà – ha concluso affermando che la scuola prefigura un progetto di societa e, quindi, la domanda: quale società vogliamo? La società della conoscenza ipotizzata come obiettivo dalla risoluzione di Lisbona segna il passo. Nell’Europa settentrionale la scuola è sostenuta con risorse superiori a quelle stimate a Lisbona e cioè intorno al 4 per cento della ricchezza nazionale. Nell’Europa dell’area centrale si impiegano risorse entro i limiti fissati dalla stessa risoluzione di Lisbona. Nell’Europa dell’area mediterranea si scende al di sotto degli standard. Occorre pertanto un progetto politico di rilancio della scuola pubblica che rappresenta il sapere stratificato nel tempo e perciò costituisce la caratterizzazione e il substrato culturale di un popolo. Ma il sapere diffuso è al tempo stesso un caposaldo culturale della democrazia e della promozione sociale.

 


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