L’università dei fuorisede

Il nuovo anno accademico sta per iniziare anche ufficialmente, e inizia anche per i quasi 40.000 studenti fuorisede e pendolari che affollano Catania. Ma andare a studiare in un altra città è davvero così bello come si pensa? Perchè se da un lato è emozionante andare a vivere fuori casa, fare nuove esperienze, nuove amicizie e responsabilizzarsi, dall’altro  non bisogna dimenticare che, come tutte le cose, anche questa ha il rovescio della medaglia: ci sono infatti costi da sopportare e sacrifici da sostenere.

 

Abbiamo chiesto ad alcuni di loro, studenti e studentesse che anno dopo anno si trovano a dover affrontare questo tipo di problemi, di parlarcene direttamente.

 

Sebiana 22 anni di Ragusa, iscritta al terzo anno di Scienze Politiche: “Mi ritengo abbastanza soddisfatta della scelta che ho fatto, ma andrebbe meglio se non ci fossero alcuni problemi, come i disagi causati dalla strada che da Ragusa porta a Catania. Per non parlare dei continui aumenti dei biglietti dell’autobus, o le speculazioni dei proprietari che affittano le case agli studenti a prezzi sempre più alti”.

 

I chilometri che separano le due città non sono neanche tanti, se non fosse per la scomodità della strada, percorsa spesso e volentieri anche da mezzi più lenti che raddoppiano i tempi di percorrenza o costringono a sorpassi a volte pericolosi a causa delle condizioni non favorevoli.

Il ministro per lo Sviluppo, Gianfranco Miccichè, con un recente annuncio ha reso noto che è stato approvato il progetto per il raddoppio della statale Catania-Ragusa e che, in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture, sta trovando le risorse per finanziare l’opera. Non ci resta che aspettare.

 

Ma i problemi non finiscono qui, esiste ad esempio una sorta di monopolio della compagnia di autobus che percorre il tratto Ragusa-Catania, l’unica disponibile che impone tariffe e orari agli studenti senza la possibilità di scegliere tra altre opzioni.

Aggiunge, infatti, Elisa, 20 anni di Monterosso in provincia di Ragusa, anch’essa studentessa di Scienze Politiche: “Negli ultimi tre anni il costo del biglietto dell’autobus è aumentato almeno del 30%, e in alcuni comuni della provincia di Ragusa vi è una sola corsa in tutto l’arco della giornata e in orari poco accessibili a tutti“.

Un problema non poco rilevante, ma che le compagnie di trasporto interessate, raggiunte al telefono, preferiscono non commentare.

 

Ma anche all’interno delle facoltà le cose non sono facili. Come ci dice infatti Maria Ausilia 23 anni, di Ragusa iscritta all’Accademia di Belle Arti: “Spesso le date degli esami sono aggiornate solo all’ultimo momento, molte facoltà non hanno siti internet da consultare per potersi informare sulle novità, su eventuali cambi di data o di orari delle lezioni o degli esami, i docenti decidono il giorno stesso se presentarsi o no e gli studenti pendolari sono costretti ad affrontare un inutile viaggio, una perdita di tempo e di denaro.”

 

Insomma, non è facile la vita per chi decide di intraprendere questa strada, sempre con le valigie tra le mani, con il tempo contato per la paura di perdere l’ultimo, e in alcuni casi anche l’unico, autobus.


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