Amministrative 2018, verso le elezioni in provincia di Ragusa
A Ragusa per il dopo Piccitto, si vota pure a Comiso e Modica

Valentina Frasca

Politica – La tornata elettorale interesserà tre dei quattro principali centri iblei. Nel capoluogo, il M5s dovrebbe affidare a Antonio Tringali il compito di prolungare l'esperienza alla guida del Comune. In tutte le città sono aperti i giochi per la definizione delle alleanze. Pur essendo tutto in divenire, ecco il punto sui nomi in ballo

Saranno tre i comuni ragusani impegnati nella prossima tornata elettorale delle Amministrative: Ragusa, Modica e Comiso. Non c’è ancora una data ufficiale, ma presumibilmente si voterà tra l’ultima settimana di maggio e la prima di giugno. Cerchiamo di fare il punto sulle candidature ufficiali e quelle ufficiose, comune per comune, partendo dal capoluogo ibleo.

Ragusa, cinque anni fa, fu il primo comune in Sicilia ad affidarsi a una guida pentastellata. Il primo cittadino uscente, Federico Piccitto, ha fatto sapere di non volersi ricandidare e il Movimento, al termine di un’assemblea alla quale hanno preso parte una trentina di votanti, ha scelto di affidarsi ad Antonio Tringali, attuale presidente del consiglio comunale e il più votato tra i consiglieri cinquestelle di cinque anni fa. Tringali l'ha spuntata sull'altro candidato, Giuseppe Guglielmino, direttore dell'Ance e sostenuto dalla deputata regionale Stefania Campo. Più che di una candidatura, però, si tratta al momento solo di una indicazione (tra l’altro solo del primo meet up, il secondo non si è ancora ufficialmente espresso), per la quale sarà necessario attendere il via libera ufficiale dei vertici del Movimento. Il Partito Democratico ha scelto, invece, Giuseppe Calabrese, la cui campagna elettorale è già entrata nel vivo. Al suo fianco, oltre al Pd, Calabrese avrà il movimento Territorio del parlamentare regionale Nello Dipasquale, al quale nei prossimi giorni si potrebbero aggiungere delle liste civiche, in primis quella legata all’associazione Pericentro di cui proprio Calabrese era presidente. Il Pd, già pochi giorni dopo le elezioni regionali, gli aveva chiesto di mettersi a disposizione, per l’esperienza maturata negli anni e per la capacità di fare sintesi e mediare. Calabrese, proprio in virtù di quella mediazione, ha più volte chiesto di passare attraverso le primarie di coalizione, per presentarsi compatti all’elettorato, ma il suo appello è finora caduto nel vuoto. A recepirlo doveva essere Giorgio Massari, ex sindaco ed ex capogruppo del Pd, dal quale è fuoriuscito nel periodo in cui a Ragusa il partito si era scisso in tre circoli. Ma Massari, che ora è a capo del movimento Ragusa Prossima, ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco già in estate. Anche per lui la campagna elettorale è in pieno svolgimento, e a Ragusa Prossima si stanno aggiungendo altre liste civiche. A declinare l'invito di Calabrese, che ha fissato il termine ultimo per programmare le primarie dopo le Politiche, per ora anche Movimento Città e Partecipiamo. Nel dibattito si era inserito, con una lettera, pure l’ex sindaco Tonino Solarino, che aveva lanciato un accorato appello all’unità del centrosinistra, ma se a parole sia Calabrese che Massari hanno risposto positivamente, nei fatti nulla è cambiato e si va avanti divisi. Il volto femminile di questa campagna elettorale ragusana è quello di Sonia Migliore. Assessora negli anni della sindacatura di Nello Dipasquale e consigliere comunale, dopo la fuoriuscita dall’Udc si presenta alla città con il sostegno di Lab 2.0 (il laboratorio politico nato nel 2014 e di cui è presidente onoraria) e di quattro liste civiche (Progresso e Futuro, Ragusa in movimento, Cambiamola ora, ChiAma la città). Tante le battaglie condotte in questi cinque anni tra i banchi dell’opposizione. Alle Regionali, Migliore si è schierata apertamente a favore della candidatura di Nello Musumeci, ma questa nuova virata a destra difficilmente potrà valerle il sostegno del centrodestra. Non è da escludere, pertanto, che il nome di quest'ultima  coalizione alla fine possa essere un altro, quello di un candidato capace di unire tutti per fronteggiare l'armata cinquestelle, che a cinque anni dalle amministrative che hanno incoronato Piccitto, si è confermato fortissima alle Regionali, facendo volare Stefania Campo a Palermo con ben 6214 preferenze.

A Modica, invece, al momento l’unica cosa certa è la ricandidatura del sindaco uscente Ignazio Abbate, che ha annunciato più di un anno fa l’intenzione di chiedere nuovamente fiducia ai propri elettori per restare alla guida di Palazzo San Domenico, rinunciando al canto delle sirene di Regionali e Politiche. Cinque anni fa, Abbate ha vinto con il sostegno di Udc e due liste civiche. Oggi l’appoggio del partito non c’è più e l’intenzione è di non cercarlo nemmeno: si va avanti solo con le liste civiche, che dovrebbero essere tre. La spada di Damocle del paventato dissesto non sembra preoccuparlo: si aspetta l’esito del ricorso alla Corte dei Conti e, in extremis, si potrebbe giocare la carta del cosiddetto decreto salva-Napoli, spalmando in venti anni i debiti del Comune. Dal canto suo l’Udc, finita la luna di miele con Abbate, sembra voler sostenere la candidatura di Roberto Garaffa, attuale presidente del consiglio comunale, dichiaratosi indipendente dalla coalizione poco dopo le elezioni di cinque anni fa, ma rimasto fedele allo scudo crociato. Garaffa, oltre all’Udc, potrebbe ritrovare al proprio fianco la lista civica Fare Modica, riconducibile a Mommo Carpentieri. Quest’ultimo cinque anni fa era candidato, ma non arrivò neanche al ballottaggio, dove Abbate sfidò Giovanni Giurdanella del Pd. Nel centrosinistra LeU e Pd hanno trovato l’accordo sul nome dell’avvocato Salvatore Poidomani, uscito dalle ultime Regionali con un ottimo risultato (3400 voti circa) e che, dopo essersi detto più volte perplesso (l’indecisione derivava principalmente dal volere la garanzia di una coalizione unita, ma anche dalle preoccupazioni per la situazione finanziaria dell’ente), ha ufficialmente accettato la candidatura proprio oggi. In casa Pd, fino a qualche mese fa, sarebbe sembrata scontata la candidatura di Ivana Castello, ex capogruppo in consiglio comunale. La sua decisione di candidarsi alle Regionali contro il volere del partito aveva però creato malumori che, pochi giorni dopo il voto, erano sfociati nella decisione del Pd di sostituirla in consiglio con Carmelo Cerruto. Se la Castello si candiderà, pertanto, non lo farà sotto la bandiera del Partito Democratico.

. A differenza di Ragusa, a Modica il Movimento 5 stelle finora non ha avuto un grande riscontro alle urne, tanto che alle Amministrative del 2013 fa i pentastellati candidarono il vittoriese Andrea Sanzone. Da allora la situazione organizzativa non sembrerebbe cambiata di molto; un nome sicuramente arriverà ma non è ancora dato sapere quale sia. Infine Forza Italia. Anche qui nessun nome, si attendono indicazioni da Nino Minardo, deputato nazionale uscente e ricandidato alle Politiche, che ha lanciato messaggi di apertura al sindaco Abbate. Tutto resta in divenire e non è da escludere che si possa trovare la quadra solo dopo il 4 marzo.

A Comiso il sindaco uscente, Filippo Spataro, ha dato la propria disponibilità al Pd per la ricandidatura. E se l’ufficialità non c’è ancora, poco manca. Spataro ha sempre dichiarato di voler continuare per altri cinque anni il lavoro che ha avviato, fondamentalmente, solo due anni fa, dato che per i primi tre anni ha avuto le mani legate a causa del dissesto finanziario. Ha ereditato un Comune fallito ed è stato un compito non da poco tirarlo fuori dalle secche, riuscendo comunque a mantenere i servizi essenziali. Per lui sarà importante riuscire a presentarsi al giudizio dell’elettorato con una squadra e una coalizione il più compatte possibili, ma su questo ci potrebbe essere da lavorare. L’ex deputato regionale del Pd, Pippo Digiacomo, non si è sentito sostenuto al cento per cento durante le ultime Regionali, dalle quali, infatti, è uscito sconfitto. E poi c’è Leu, nel quale sono confluiti l’ex segretario provinciale del Pd Salvatore Zago e l’attuale vicesindaco Gaetano Gaglio. L’impressione, comunque, è che alla fine si dovrebbe riuscire a fare sintesi. Sembra, invece, navigare a vele spiegate verso una candidatura unitaria del centrodestra (con Forza Italia, Diventerà Bellissima e il gruppo di Insieme che fa capo a Giovanni Occhipinti) Maria Rita Schembari, docente e attuale capogruppo di Comiso Vera al consiglio comunale. Infine, tra i cinquestelle il nome più accreditato per una candidatura sembrerebbe essere quello di Patrizia Bellassai, anche alla luce della buona affermazione alle Regionali. C’è da dire, comunque, che il Movimento 5 Stelle a Comiso ha ottenuto ottimi riscontri alle Politiche e alle Regionali, ma alle Amministrative ha zoppicato un po’: cinque anni fa, infatti, rimase fuori anche dal consiglio comunale, seppure per pochissimo. Quest’anno è probabile che si superi il cinque per cento, in virtù dell’esperienza maturata, ma la storia di questo comune, che è stato sempre molto polarizzato, lasciando agli altri le briciole, insegna che difficilmente realtà esterne a centrodestra e centrosinistra potranno rappresentare una minaccia per le coalizioni.