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Siracusa, stop occupazione lavoratori ex Provincia
«Arrivate risorse per stipendi, preoccupa il futuro»

Marta Silvestre

Cronaca – Lo striscione di protesta che chiudeva l'ingresso di via Malta è stato rimosso ieri. E da lunedì mattina i dipendenti del Consorzio aretuseo torneranno regolarmente al lavoro, dopo 19 giorni di protesta per il mancato pagamento degli ultimi sei mesi di stipendi. «Che ne sarà dell'Ente dal 2018 in poi?» si chiedono

Hanno tolto le tende i lavoratori dell'ex Provincia di Siracusa che, dallo scorso 23 ottobre, hanno occupato notte e giorno la sede dell'ente barricandosi all'interno degli uffici. Hanno rimosso anche quello che è stato il simbolo della loro protesta: uno striscione bianco all'ingresso del portone di via Malta con la scritta «Ente occupato dai lavoratori umiliati. Basta con la politica delle parole. Subito gli stipendi». Gli oltre 600 lavoratori - di cui una cinquantina dipendenti della società partecipata Siracusa Risorse - torneranno al lavoro, a pieno ritmo, a partire da lunedì mattina dopo 19 giorni di occupazione. 

Lo scorso mercoledì sono finalmente arrivate garanzie circa il pagamento dei loro ultimi sei mesi di stipendi arretrati. I rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali hanno incontrato il commissario straordinario del Consorzio, Giovanni Arnone, che ha confermato il fatto che l'iter del decreto che destina la somma di oltre 11 milioni di euro all'Ente aretuseo è concluso. «Abbiamo vinto una battaglia - commenta, Gianni Rizzotto, rsu della Cgil, a MeridioNews - ma il nostro stato di agitazione continuerà finché non avremo quei soldi nelle nostre casse». 

A preoccupare i lavoratori dipendenti dell'ex Provincia regionale di Siracusa, adesso che pare certo il pagamento degli stipendi fino alla fine dell'anno - tredicesima compresa - è il futuro dell'ente. «Non appena il nuovo governo regionale si insedierà - aggiunge Rizzotto - chiederemo anche ai nostri nuovi deputati un confronto per capire cosa ne sarà delle ex Pronvince in generale e di quella siracusana che versa in condizioni critiche già da oltre un anno».