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Regionali, La Torre designato assessore da Micari
«Punto a persone competenti, non come il M5s»

Redazione

Politica – Il candidato governatore del centrosinistra indica il quinto membro della sua squadra di governo. Si occuperò di Legalità e Cooperazione internazionale. E coglie l'occasione per attaccare Giancarlo Cancelleri e Nello Musumeci. Su quest'ultimo: «Nelle sue liste persone con svariati capi di imputazione, o già condannati»

Franco La Torre, figlio del parlamentare del Pci ucciso a Palermo dalla mafia nel 1982, è il quinto assessore designato da Fabrizio Micari. L'annuncio è arrivato stamattina in una conferenza stampa a Catania. Nel caso di vittoria del centrosinistra alle elezioni regionali, La Torre si occuperebbe di Legalità e Cooperazione internazionale. 

Micari ha sfruttato l'occasione per attaccare sia Giancarlo Cancelleri, che Nello Musumeci. L'affondo contro i Cinque stelle punta sul curriculum degli assessori designati. «Punto a una squadra di governo stabile, composta di persone capaci e competenti. Quando viene proposto un ristoratore come assessore alle Infrastrutture, come nel caso del Movimento cinque stelle, mi viene da dire che ci stiamo muovendo su logiche diverse». L'esplicito riferimento è a Salvatore Coralloimprenditore comisano del settore della ristorazione ed ex assessore ai Lavori pubblici al Comune di Ragusa, che ieri è stato indicato da Cancelleri nell'eventuale squadra di governo pentastellata. 

Il centrodestra, invece, viene sfidato sempre sul tema delle liste pulite. «La presenza di Franco La Torre nella squadra dei miei assessori designati - continua Micari - è la prova e l'attestazione che il mio governo e la nostra coalizione intendono mettere la legalità al centro della loro azione. Sono molto preoccupato, infatti, di come si stanno comportando le altre coalizioni, in particolare quella presieduta - fino a un certo punto, credo di poter dire - da Musumeci». Micari sembra non fare tanto riferimento alla candidatura di Riccardo Pellegrino a Catania, che ha un fratello a processo per mafia, o a quella di Luigi Genovese, figlio di Francantonio a Messina. Premette infatti: «Volendo escludere le situazioni familiari, perché probabilmente è vero che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli», per poi tornare all'attacco: «Ci sono però anche persone con svariati capi di imputazione, o con diversi processi pendenti, sospesi dalle professioni oppure già condannati».

Franco La Torre, 61 anni, palermitano, è stato per anni membro della presidenza di Libera, fino allo scontro con don Ciotti. Molto critico anche nei confronti della finta antimafia. Oltre alla delega alla Legalià, andrebbe a ricoprire anche quella alla Cooperazione internazionale. «La Sicilia - dice Micari - può svolgere un ruolo fondamentale anche nel processo di internazionalizzazione e nel settore della formazione coi i paesi rivieraschi, favorendo gli scambi e diventando un luogo di riferimento sociale, culturale ed economico nell'area del Mediterraneo. Obiettivo per cui la Torre ha dedicato molti sforzi, con competenze specifiche».

Micari nei giorni scorsi aveva designato come assessori anche Alessandro Baccei all’Economia; Emiliano Abramo, responsabile della comunità di Sant’Egidio, alle Politiche Sociali; il giovane imprenditore Giuseppe Biundo, vicino al sottosegretario alla Salute Davide Faraone, alle Attività Produttive; e la scrittrice Giuseppina Torregrossa alla Cultura.