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Medicina in rumeno a Enna, Crocetta inaugura
«Qui c'è in atto di ribellione al numero chiuso»

Redazione

Formazione e lavoro – Il governatore ha voluto prendere parte alla cerimonia per l'avvio ufficiale del nuovo anno accademico. «È stata una bella scelta portare qui questa università», dice. Intanto va avanti la lunga battaglia legale con il ministero dell'Istruzione

Il presidente Rosario Crocetta prende parte all'inaugurazione dell'anno accademico della contestata facoltà di medicina in rumeno a Enna. E si schiera a favore dell'esperimento, ormai avviato da due anni: «Questa università è un atto di determinazione di questo popolo che ha voluto ribellarsi - afferma -. Un atto di ribellione contro il numero chiuso»

L'Università Dunarea de Jos di Galati ha avviato le attività lo scorso anno a Enna, i docenti vengono dalla Romania o le lezioni sono in aula remota, i laboratori sono ospitati nell'ospedale. Il progetto è stato promosso dalla fondazione Proserpina, guidata dall'ex senatore del Pd Vladimiro Crisafulli. Lunga è stata la battaglia tra la fondazione e l'ateneo di Galati da una parte e il ministero dell'Istruzione dall'altra. 

Il Miur si è rivolto al Tribunale di Caltanissetta per chiedere di interrompere le lezioni, perché considera il progetto fuori legge. Il giudice si è espresso lo scorso luglio, respingendo la richiesta dello stop perché non ci sono le basi giuridiche per un provvedimento d'urgenza, ma dall'altro parte ha sottolineato un lungo elenco di criticità già evidenziate dal ministero. 

Intanto le lezioni proseguono, e al via del nuovo anno accademico Crocetta non è voluto mancare (l'anno scorso a presenziare era stato l'assessore alla Formazione Bruno Marziano), arrivando a citare anche l'articolo 3 della Costituzione a sostegno della libertà degli studenti di scegliere per il loro futuro. 

«È stata una bella scelta portare qui questa università - aggiunge - e creare un polo universitario che cresce in questa Sicilia centrale che cresce, anche se non ha ricevuto la giusta attenzione. Enna credo sia naturalmente vocata alla crescita universitaria».