Muos, gli Usa chiedono i danni a Turi Vaccaro Avvocata: «Vogliono rifarsi sullo Stato italiano»

La Marina militare statunitense intende costituirsi parte civile nel dibattimento a carico del pacifista Turi Vaccaro. È un ulteriore colpo di scena quello al quale si è assistito oggi al tribunale di Gela nella lunghissima partita che vede contrapposti Stato italiano e Us Navy da una parte, e movimento No Muos dall’altra. Dopo l’udienza di convalida che aveva stabilito il divieto di dimora per Vaccaro nella provincia di Caltanissetta, l’inusuale richiesta è stava avanzata da un certo avvocato Marino, dal marcato accento campano, che si è definito portavoce del governo americano. Presenti pure due donne, funzionari militari a stelle e strisce. 

L’11 novembre scorso Turi Vaccaro era entrato all’interno della base militare di contrada Ulmo, a Niscemi, ed aveva preso a martellate una delle parabole. Causando un danno stimato in 800mila dollariArrestato il giorno dopo, il noto attivista, non nuovo ad azioni del genere, era stato condotto dopo l’udienza di convalida alla Pagoda della Pace di Comiso. Dall’amico di una vita, il monaco giapponese Gyosho Morishita. Nessuno da quel momento ha più notizie di Vaccaro. Lo conferma Giusy Ialazzo, l’avvocato d’ufficio che gli è stato assegnato per il procedimento in corso. «Non riesco a rintracciarlo – dice la legale – nonostante abbia firmato il suo domicilio presso il mio studio. Servirebbe una sua firma anche per ottenere una delega ed accedere a riti alternativi». 

Se per il movimento No Muos l’eventuale richiesta di risarcimento danni è una novità assoluta, così non è per il famoso non-violento originario di Marianopoli. Il 27 ottobre 2005 Turi Vaccaro fu condannato dal tribunale di Breda, in Olanda, a 750mila di dollari di ammenda scontabili con 12 mesi aggiuntivi di detenzione per essere penetrato all’interno della base Nato di Woensdrecht e aver danneggiato, anche quella volta con un martello, i comandi di due aerei F16 capacitati a trasportare bombe atomiche. Tutto era stato studiato con la massima precisione: dalla data prescelta, cioè il 9 agosto 2005 a 60 anni di distanza dal lancio della bomba atomica su Nagasaki, al martello utilizzato e comperato ad Assisi alla marcia della pace. 

A 10 anni di distanza da quei fatti, l’ennesima azione di Turi Vaccaro sulla quale questa volta la Marina militare Usa non intende transigere. Sulla richiesta di costituzione civile di parte civile la giudice Ersilia Guzzetta ha aggiornato il dibattimento al prossimo 1 aprile. «È tutto molto strano», è la valutazione dell’avvocato Ialazzo, che si è opposta all’eventualità avanzata dalle autorità americane. «Bisognerà presentare una legittimazione, documenti alla mano. Dubito che un legale italiano, nei modi visti oggi, possa rappresentare un governo straniero. Bisognerà presentare una legittimazione, con documenti alla mano. È evidente che c’è una strategia dietro, l’intenzione sarà quella di rifarsi sullo Stato. Anche per accertare eventuali responsabilità, che so, di mancato controllo».


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