Zazzamita, giovani illustratori si autoproducono I proverbi siciliani diventano fumetti e disegni

La zazzamita, geco in italiano, è un animale molto diffuso in tutta l’area del Mediterraneo ed è il simbolo e il nome scelto da un collettivo di giovani illustratori e fumettisti siciliani amanti della cultura popolare. «La zazzamita è il rettile in cui ci riconosciamo per il bisogno che abbiamo di aderire alla nostra terra e per la voglia di sole – racconta a Meridionews Chiara Filincieri, un’artista fondatrice del collettivo diplomata in pittura all’Accademia di belle arti di Catania – e, inoltre, dalla strategia della coda della zazzamita impariamo a rigenerarci e a rinascere per sopravvivere».

Nato nel 2014 dal desiderio di un gruppo di amici e colleghi di disegnare insieme e fare dei progetti condivisi di illustrazioni e fumetti, il collettivo Zazzamita non è formato solo da membri fissi, ma è aperto a chiunque voglia collaborare per progetti, mostre e raccolte autoprodotte. Chiara Filincieri, Lavinia Cultrera, Salvatore Callerami, Nina Pulvirenti, Crystal Maria Luca, Enzo Triolo e Martina Costa – tutti originari delle province di Catania e Siracusa – sono i fondatori che partecipano assiduamente a tutte le attività del collettivo, tenuti insieme soprattutto da un legame fondamentale con il territorio. «Se ripenso ai lavori fatti insieme o anche a quelli individuali di ognuno di noi – spiega Chiara – c’è in tutti una influenza di Sicilia a livello di contenuto, di forme o anche semplicemente di colori». 

È l’esempio del lavoro sui detti in dialetto siciliano. Chiu’ scuru i menzannotte nun po’ fari, Bon tempu e malu tempu nun dura tuttu u tempo, Quando lu diavulu t’alliscia voli l’arma sono proverbi conosciuti da ogni buon siciliano. Questi artigiani del disegno hanno deciso di trasformarli in immagini, rispettando le differenze dialettali fra le province e anche i loro stili diversi, dando vita a un lavoro originale e armonioso. I loro disegni sono stati stampati su cartoline di diversa grandezza e adesivi, su segnalibri e tazze. Ed è in cantiere la produzione di spille e magliette. 

«Un disegnatore può raccontare quello che vuole – afferma Lavinia Cultrera, una delle fondatrici del collettivo, laureata all’accademia di belle arti di Bologna in pittura e illustrazione – ma a noi preme raccontare soprattutto le cose che conosciamo, quelle del quotidiano che riteniamo interessanti, da interpretare attraverso il nostro linguaggio fatto di immagini. È per questo che cerchiamo sempre di prendere spunto anche dalle nostre radici».

Dall’Etna Comics ai Pop Up Market a Catania, e anche durante serate ed eventi organizzati in provincia di Siracusa, i ragazzi del collettivo Zazzamita espongono i loro lavori grazie a banchetti espositivi. «Non abbiamo una sede tutta nostra – spiegano – e l’autoproduzione è una scelta in parte obbligata ma anche identitaria del nostro collettivo. Alcune volte abbiamo rilegato a mano i nostri lavori con la soddisfazione di aver realizzato la nostra opera dall’inizio alla fine, anche se – ammettono – pur volendo, non sarebbe facile trovare un editore siciliano e, essendo così forte il nostro legame con il territorio, finora non ce la siamo sentiti di presentare i nostri lavori a case editrici del Nord Italia».

I ragazzi, che attualmente stanno lavorando a una mostra su Roald Dahl per il Festival internazionale dell’arte che si terrà a Siracusa, in Ortigia, dal 26 al 28 agosto, hanno nel già cassetto il progetto di illustrare una sorta di tarocchi siciliani. «Come la zazzamita – concludono – ci muoviamo mimetizzandoci fra la gente per poi comparire su un muretto tra le foglie. Alcuni sono divertiti, altri incuriositi, qualcuno è diffidente o perfino spaventato. Alle zazzamite, però, non importa: restano lì tranquille con le zampe nella terra e il cuore verso il sole».


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Il collettivo è formato da neo diplomati all'Accademia, originari di Catania e Siracusa. «La zazzamita è il rettile in cui ci riconosciamo per il bisogno che abbiamo di aderire alla nostra terra, dalla strategia della coda della zazzamita impariamo a rinascere per sopravvivere», spiega una delle fondatrici. Guarda le foto

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