Zamparini, minacce di addio a fine anno E sul centro sportivo: «Tenetevi il terreno»

Blitz di Maurizio Zamparini a Palermo. Il presidente è arrivato questa mattina allo stadio intorno alle 11.30 accompagnato dall’executive manager Angelo Baiguera. Pochi minuti dopo sono arrivati anche il vicepresidente Guglielmo Miccichè e i legali della società rosanero. L’argomento caldo è quello relativo al centro sportivo, a cui il numero uno del club di viale del Fante sembra quasi voler rinunciare: «Ho parlato con i miei avvocati, prima della delibera per il permesso hanno alzato la tassa dallo 0,5 per cento al 5,5 per cento. Dunque mi ritrovo a pagare oltre due milioni più il costo del terreno, piuttosto che 400mila euro. Ma che se lo tenessero loro il terreno».

Nel pomeriggio Zamparini andrà a Boccadifalco per assistere all’allenamento della squadra, con la quale starà per i prossimi due giorni. Domenica al Barbera arriverà il Bologna: «Questa non è l’unica gara fondamentale per la salvezza – continua il presidente –, anche tutte le altre dodici sono altrettanto fondamentali. Speriamo, in queste partite, di conquistare i punti che ci mancano per raggiungere l’obiettivo. Starò qui per due giorni per parlare con la squadra». Il patron non si mostra particolarmente fiducioso in vista della prossima gara: «Le sensazioni non sono buone, perché in questo momento non è un buon Palermo. Non mi riferisco in particolare né all’allenatore né ai giocatori, ma all’aspetto psicologico. Sono qui anche per guardare negli occhi i miei giocatori».

A chi gli parla di modulo, Zamparini risponde che il problema non sta tanto nello schieramento. Il presidente afferma anche di non avere alcun potere sulla formazione mandata in campo dall’allenatore: «Non parlo di formazione con Iachini. Ieri ho fatto quest’analisi: in 26 partite abbiamo giocato 16 volte con il 3-5-2 e le altre dieci con il 4-3-2-1. In entrambi i casi abbiamo avuto una media di un punto a partita, a dimostrazione che la formazione non conta nulla». La lotta salvezza è ora molto serrata e il Frosinone è a soli tre punti: «Il Palermo – prosegue il presidente – deve guardare solo a se stesso. Il Frosinone è una squadra molto più debole di noi, ma è più forte mentalmente. Loro non avrebbero preso cinque gol a Roma perché avrebbero combattuto, i nostri invece non lo hanno fatto. E questo è grave». Alla domanda su cosa pensasse di Mattia Destro e se gli sarebbe piaciuto averlo in rosa, Zamparini glissa: «Buon centravanti, ma noi abbiamo preso Gilardino».

Le assenze potrebbero risultare determinanti per questo Palermo, ecco perché il presidente ha tenuto a precisare una cosa: «Spero che Vazquez stia bene, ieri si è allenato regolarmente. Ci mancano già giocatori come Sorrentino, Lazaar e Goldaniga, se mancasse anche Vazquez sarebbe un enorme guaio. A quel punto giocherei io, con Iachini mediano». Zamparini ha anche parlato della futura cessione del Mudo che, se dovesse approdare alla Juventus, ricomporrebbe con Dybala un tandem delle meraviglie già visto in rosanero: «Non lo so, il calcio è matematica, non ipotesi. E questa al momento è solo un’ipotesi». Sulle recenti conversazioni con il numero uno del Milan, Silvio Berlusconi, il presidente fa chiarezza: «Non ho parlato con Berlusconi di questioni calcistiche, ma di lavoro. Al Milan è Galliani a occuparsi degli aspetti calcistici. Chiaramente Berlusconi si lamenta per non aver preso Dybala». Il patron friulano ha infine ribadito la volontà di voler lasciare a fine stagione: «Sicuramente – conclude Zamparini – saranno gli ultimi mesi da presidente. Il motivo è semplice, ho la mia età».


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