Wind Jet-Alitalia, trattativa ad oltranza «Se non firmano, ci hanno derubati»

La trattativa continua a oltranza. Da ieri alle 18 fino a mezzanotte e da stamattina alle 8 fino a un orario imprevedibile i vertici di Wind Jet e Alitalia discutono ancora dell’eventuale acquisizione della low cost etnea da parte della compagnia di bandiera. Un passaggio che sembrava cosa fatta e che invece sta andando oltre tutte le scadenze. Quella del primo agosto fissata dall’ente nazionale per l’aviazione civile. Ma anche quella delle 48 ore successive stabilite dai due amministratori delegati. Tutti sono preoccupati: la Wind Jet – a cui, in caso di mancata firma, non resterebbe che dichiarare il fallimento -, i 335 lavoratori che sperano in un riassorbimento da parte di Alitalia e i passeggeri. «L’unica buona notizia che viene dall’azienda – commenta Carmelo de Caudo, segretario provinciale della Filt Cgil – è che la trattativa riguarda solo la questione economica e non quella occupazionale. Alitalia sta cercando di tirare sul prezzo, ma non ha intenzione di fare ulteriori tagli al personale».

Una buona notizia solo a metà. Perché l’accordo economico va prima trovato. A niente è servita la minaccia da parte dell’Enac di ritirare già da ieri a mezzanotte le licenze e il Coa (certificato di operatore aereo) alla compagnia catanese. Un ultimatum in scadenza domenica. Così come non ha aiutato a far presto la lettera aperta inviata ieri da Angelo Mattone e Armando Alibrandi – rispettivamente commissario regionale e segretario provinciale della Uil Trasporti – al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera, al presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella e all’amministratore delegato di Alitalia Andrea Ragnetti. Una documento in cui il sindacato, chiedendo un tavolo di confronto al ministero, metteva in guardia i destinatari dai danni di una mancata firma dell’acquisizione che «danneggerebbe centinaia di lavoratori e milioni di passeggeri compromettendo un intero sistema regionale e nazionale del trasporto aereo che si è formato in questi anni». Soprattutto in piena stagione estiva.

Ma Alitalia non si fa intenerire e prende tempo. Tutta colpa dell’Antitrust, secondo la compagnia di bandiera, e delle sue condizioni troppo penalizzanti per il via libera all’acquisizione. Per evitare che la compagnia di bandiera diventasse monopolista sulle tratte Catania-Milano, Palermo-Milano e Catania-Roma, l’autorità ha infatti stabilito che rilasciasse per le prossime quattro stagioni Iata (quella estiva da fine marzo a fine ottobre e quella invernale ottobre-marzo) alcuni slot (diritti di decollo e di atterraggio). Proprio quello che rendeva Wind Jet appetibile per Alitalia. Senza gli slot, quindi, la compagnia etnea vale adesso molto meno. Quanto lo si sta discutendo in queste ore.

Giorni di apprensione per i passeggeri con un biglietto Wind Jet in tasca per le vacanze estive, ma soprattutto per i 335 lavoratori della newco creata appositamente per il passaggio. Preoccupati, quest’ultimi, si chiedono se i verbali di conciliazione che hanno firmato e in cui è stato chiesto loro di rinunciare ai loro diritti saranno validi lo stesso anche senza Alitalia. «È prassi consolidata che i lavoratori firmino verbali del genere rinunciando a qualche diritto – dice – Non sa a quanti diritti hanno rinunciato i lavoratori di Alitalia». Una verità che non consola. «È vero che abbiamo mantenuto l’anzianità e il livello contrattuale, ma non significa che tanti di noi non abbiano rinunciato a molti soldi – afferma un’assistente di volo – E poi, noi abbiamo firmato perché lo chiedeva Alitalia. Se Alitalia non arriva più, siamo stati derubati».


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