Viaggio della speranza da 15mila dollari dalla Tunisia a Pantelleria: gli scafisti arrivati in aereo a Palermo

Circa 15mila dollari per il viaggio della speranza verso l’Italia. È quanto hanno pagato 8 cittadini iracheni e 9 iraniani, fermati dalla polizia a inizio agosto a Pantelleria in quanto irregolari. Una condizione che però, tra le circostanze e i Paesi di provenienza dei migranti, ha spinto la questura di Trapani a voler approfondire. Lo stesso giorno in cui gli agenti si sono imbattuti nei 17 per le vie dell’isola, vicino a un noto albergo, al largo veniva trovato un natante lasciato alla deriva, di proprietà di una società dell’isola e noleggiato da un cittadino rumeno. La stessa imbarcazione utilizzata per trasportare i 17, come confermato dai video ripresi dagli stessi durante la traversata. È così che, a partire dall’uomo che ha noleggiato la barca, si è risaliti al gruppo di quattro scafisti di nazionalità rumena, adesso accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Permettendo anche di ricostruire la parte precedente del viaggio: il gruppo di scafisti sarebbe arrivato a Palermo con un volo dalla Turchia, per poi raggiungere in aliscafo Pantelleria.

Da lì uno di loro, a bordo del natante sequestrato, sarebbe partito verso la città di Kelibia, in Tunisia, per andare a prendere i 17 migranti e, fingendosi uno skipper turistico, portarli sull’isola del Trapanese. Ma, a poche miglia dalla costa, a causa di un’avaria al motore, lo scafista avrebbe dovuto chiedere aiuto ai complici, che sono andati a recuperare il gruppo con un’altra e più piccola imbarcazione. A lavoro finito, i quattro sarebbero andati via verso Trapani e Marsala. Lì sono stati trovati dai poliziotti e sottoposti alla custodia cautelare in carcere. Identificati anche altri due cittadini rumeni: arrivati poco prima anche loro a Palermo, con circa 22 mila euro in contanti e un visore notturno. Utile, secondo gli inquirenti, per nuovi viaggi.


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