Si è aperta l’udienza preliminare che vede coinvolta l’assessore regionale al Turismo della Regione Sicilia Elvira Amata e l’imprenditrice Marcella Cannariato, entrambe accusate di corruzione. Entrambe erano presenti. Si tratta di un filone d’inchiesta del caso giudiziario in cui è indagato anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Nessuna richiesta di costituzione di parte civile dalla Regione Cannariato, […]
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Udienza Amata, Cannariato chiede l’abbreviato. Regione non si costituisce parte civile
Si è aperta l’udienza preliminare che vede coinvolta l’assessore regionale al Turismo della Regione Sicilia Elvira Amata e l’imprenditrice Marcella Cannariato, entrambe accusate di corruzione. Entrambe erano presenti. Si tratta di un filone d’inchiesta del caso giudiziario in cui è indagato anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.
Nessuna richiesta di costituzione di parte civile dalla Regione

Cannariato, attraverso i suoi legali Vincenzo Lo Re e Giada Traina, ha chiesto il rito abbreviato, che è stato accolto dal giudice per l’udienza preliminare Walter Turturici. Il togato, durante l’udienza, ha respinto invece la richiesta di costituzione di parte civile da parte del Codacons.
Secondo i magistrati che sostengono l’accusa, le due imputate – Amata è difesa dagli avvocati Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella – si sarebbero accordate per un finanziamento pubblico in favore di una iniziativa della fondazione Belisario, in cambio di un posto di lavoro e di un alloggio per il nipote di Amata. Nessuna richiesta di costituzione di parte civile è stata avanzata dalla Regione siciliana. Nei mesi scorsi sulla vicenda si era espresso anche il presidente della Regione Renato Schifani. Il governatore aveva dato piena fiducia nell’assessora . «Sono convinto – aveva detto Schifani – che ogni aspetto legato alla vicenda giudiziaria troverà chiarimento nelle sedi competenti e che l’assessora saprà dimostrare la correttezza del proprio operato».
La prossima udienza sulla vicenda Amata si terrà il 2 marzo con i procedimenti a carico delle due donne che sono stati separati essendo stata accolta la richiesta di rito alternativo per l’imprenditrice ed ex moglie del patron di Sicily by Car Tommaso Dragotto.