Ucciso in provincia di Genova ex pentito di Misterbianco Da boss del clan Malpassotu alla nuova vita da orefice

Si chiamava Orazio Pino e nel suo passato c’era l’appartenenza con un ruolo apicale nel clan del Malpassotu e la scelta di collaborare con la giustizia. Originario di Misterbianco, viveva a Chiavari, in provincia di Genova. Dove nelle scorse ore è stato ritrovato morto, fuori da un’auto nel parcheggio di un supermercato. L’uomo, 70 anni, secondo le prime informazioni, è stato ucciso con un colpo di pistola di piccolo calibro parato alla nuca. Secondo quanto riportato da Il Secolo IXI, Pino di professione faceva l’orefice. Sul posto è intervenuta la polizia, con gli agenti chiamati a ricostruire l’esatta dinamica e il movente del delitto.

Secondo le prime informazioni, a notare il corpo della vittima nella serata di ieri sarebbe stato un passante. Quello che sembrava un caso di morte naturale ha, però, riservato la sorpresa. Dietro la nuca, infatti, il medico legale ha notato un piccolo foro, segno che qualcuno aveva sparato con precisione a Pino. La sua carriera criminale era iniziata da giovanissimo negli anni ’70. Periodo della prime rapine e dei primi gesti eclatanti. A 19 anni, mentre si trovava rinchiuso nella casa circondariale di piazza Lanza, aveva tentato il suicidio ingerendo compresse mediche. Nel 1981, Pino viene scoperto mentre nascondeva nella sua casa di Misterbianco cocaina, eroina, siringhe e tre milioni di vecchie Lire. 

Passo dopo passo era diventato un capo, nonostante gli arresti. Nel 1990, le cronache dell’epoca dedicano a Pino il titolo di figlioccio del Malpassotu, il boss Giuseppe Pulvirenti. L’uomo, ucciso ieri sera, era stato coinvolto in un blitz della polizia insieme ad altre undici persone. All’epoca, almeno sulla carta, era il titolare di una casa discografica, la Step records, che si occupava di incidere musicassette per cantanti napoletani e catanesi. Secondo i magistrati, Pino in quegli anni sarebbe stato anche il mandante del delitto del capo della banda rivale, Mario Nicotra detto u tuppu, ucciso in un bar di Misterbianco nel 1989. Per questa vicenda, i giudici della corte d’Assise stabilirono però l’assoluzione. Successivamente, a distruggere l’impero del clan ci pensò lo stesso Pulvirenti, numero due di Cosa nostra arrestato dopo undici anni di latitanza nel 1993 e pentito dal 1994, e tanti tra i suoi fedelissimi. Oltre a Pino iniziarono a parlare con i magistrati Claudio Severino Samperi e Filippo Malvagna, nipote del Malpassotu.


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