Trinity college, in Sicilia boom per i corsi musicali «La preparazione non è solo per i professionisti»

«Quella al Trinity college London music è un’esperienza decisamente formativa perché consente di affacciarsi non solo al repertorio musicale italiano, ma addirittura a quello internazionale». Parola della catanese Gaia Messina, 26 anni, e del genovese Pietro Foti, 19 anni, un duo che a suon di chitarra classica ha vinto premi e riconoscimenti. La prima è vincitrice del primo premio assoluto nella sezione musica da camera al concorso internazionale Amigdala, il secondo ha conquistato i concorsi musicali di Enna, Barcellona Pozzo di Gotto, Viagrande, Pistoia.

Una passione in comune, quella per la musica, che li ha portati a un certo punto a formare il duo che oggi, alle 18, intratterrà in occasione dell’award ceremony il pubblico dell’auditorium dell’istituto comprensivo Cavour di Catania insieme a tanti altri giovani interpreti del Trinity college London music in Sicilia. Una scuola coordinata dal musicista, musicologo e direttore d’orchestra William D’Arrigo. «Trinity college – spiega a MeridioNews – nasce come conservatorio di musica, conosciuto nel Regno Unito e in oltre settanta Paesi sparsi in tutto il mondo. Dopo la trentennale esperienza fatta in Italia con le certificazioni linguistiche emerge finalmente anche l’aspetto musicale, che finora è rimasto in secondo piano perché non era possibile, per gli enti stranieri, entrare in Italia e far conseguire titoli accademici nel settore musicale».

La possibilità è arrivata grazie ad alcune indicazioni europee e dal 2013 Trinity, che vanta 600mila certificati in tutto il mondo, ha cominciato a conferire certificazioni e titoli accademici e pre-accademici anche ai ragazzi italiani. «In Sicilia si è verificato un vero e proprio caso – racconta il maestro – Abbiamo creato all’interno della nostra Regione un coordinamento che esiste solo qui e ci permette di coinvolgere tante scuole statali e private che non diventano succursali dell’istituto, ma ottengono da Trinity l’autorizzazione per far svolgere nella loro sede gli esami con gli esaminatori provenienti direttamente dall’Inghilterra».

«Abbiamo una serie di primati – continua orgoglioso – la Sicilia è la Regione con più esami svolti in Italia (solo nella sessione di maggio 2017 sono stati esaminati oltre 400 candidati), numeri che non esistono in nessun conservatorio italiano». Ma anche le prime lauree a livello nazionale e i primi cento su cento, ovvero il massimo dei voti ottenuti, e tutte e quattro le sezioni previste da Londra all’attivo, destinate a bambini, ragazzi e adulti. «Rappresentiamo la filosofia del lifelong learning, un insegnamento lungo tutto l’arco della vita perché siamo dell’idea che la musica sia di tutti e per tutti, dai professionisti agli amatori».

L’esame che conclude i percorsi di teoria, analisi e composizione nei dipartimenti di classica, jazz e rock e pop non è un momento di controllo o punizione sulla base del numero di errori commessi durante l’esecuzione, ma vuole essere il momento in cui far emergere il punto di forza del singolo allievo, così che non si concluda con l’abbandono definitivo dello strumento musicale da parte di un candidato scioccato e deluso. Il percorso accademico tradizionale è diviso in un periodo pre-accademico – della durata di otto o nove anni a seconda dello strumento – e tre lauree. Un diploma accademico che corrisponde alla conclusione del liceo Musicale, una laurea di primo livello e una magistrale

«L’obiettivo non è quello di puntare solo sulla preparazione dei professionisti ma di tutti, offrendo anche al dilettante la possibilità di studiare e di conseguire una certificazione, utile anche ai fini di concorsi pubblici». Con risultati che saranno mostrati al pubblico oggi pomeriggio. «Sarà la prima grande cerimonia per la consegna dei diplomi dell’anno accademico che si è concluso in estate e per l’inaugurazione del nuovo anno, in cui speriamo di conoscere tanti nuovi appassionati di musica con cui condividere una grande emozione».


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