Tra visione e visionarietà. Cosa intendiamo per bellezza?

Ci ha provato Leonardo Da Vinci, teorizzatore della sezione aurea che riconduce la bellezza a una formula matematica: 1,618. La divina proporzione. Se l’applichiamo a un volto, il rapporto aureo tra dimensione verticale e orizzontale diventa un’equazione precisa, per cui se la larghezza del volto è pari a 1, allora la lunghezza deve essere pari a 1,618. Ma siamo proprio sicuri che Leonardo avesse ragione? Di fatto – e per fortuna, aggiungo io – non funziona sempre così, perché la Natura ci vuole diversi, unici. Allora allunga un volto, ne allarga un altro, uno lo squadra, uno lo arrotonda, un altro lo rende spigoloso. È qui che interveniamo noi hairdesigner, esperti di face code, che studiamo e mappiamo i volti per incrociarne le caratteristiche fisiche con il progetto dei loro capelli, fatto di taglio, colore e styling. E quando ricreiamo con i capelli la divina proporzione, il rapporto aureo, ecco che succede la magia: l’attenzione dell’altro si focalizza subito al centro del volto, sullo sguardo della donna. Questa è la nostra missione.

Dunque, la bellezza non è questione di numeri. Era d’accordo anche Coco Chanel. Se immaginassimo di dialogare con lei, probabilmente la grande stilista francese, che ha rivoluzionato l’immagine femminile attraverso la moda, direbbe che una donna cambia i propri capelli non in base a un calcolo matematico ma per cambiare la propria storia. Del resto, lei ha liberato la donna da alcuni vincoli estetici importanti, per renderla indipendente, emancipata, moderna, persino spregiudicata rispetto alla tradizione. E ciò puntando su stile, design, moda e colore, che nella sua visione hanno ridisegnato e sempre ridisegneranno i codici della bellezza interpretando il sentimento del tempo.

Eppure una donna ancora più rivoluzionaria, reazionaria direi, come Frida Kahlo avrebbe da ridire anche su questo. Emblema, lei, di quanto la bellezza sia al di là dello specchio. Nella sua visione, la bellezza è un sentimento, è personalità. Ed è bellezza solo se trascende se stessa e rinvia a qualcosa di segreto, misterioso, profondo: la capacità di saper trasformare i propri punti deboli in punti di forza, mostrandoli persino con fierezza. Abitando il proprio corpo con gioia e sostenibilità, in modo da focalizzare l’attenzione su ciò che ognuno è e su ciò che ognuno ha.

La bellezza, quindi, sta nella libertà di essere ciò che si è e nel lusso di indossare se stessi, come mi piace dire. E sta nel sapersi rendere speciali, nel sentirsi speciali, anche nella normalità del quotidiano. Attraverso la bellezza del proprio spirito, quel non tangibile che è essenza pura dell’anima. Il livello massimo di bellezza, che definirei quindi bellezza “animica”, e che chiede una consapevolezza superiore per essere raggiunta.

Quello che voglio dire è che Leonardo, Coco, Frida avevano tutti ragione in qualche modo. Ci propongono, infatti, tre verità che noi parrucchieri incontriamo in salone ogni giorno e che, in pratica, rappresentano tre diversi livelli di accesso alla bellezza, strettamente correlati al particolare stato d’animo che una donna sta vivendo in un determinato momento. La nostra arte sta lì, nel capire quando il sentirsi di una donna sta dentro una visione piuttosto che dentro un’altra. E nel vestire, di conseguenza, il suo volto in modo corrispondente all’anima che custodisce.

La nostra visione di hairdesigner, dunque, sta nel percepire il livello energetico di una donna, una vibrazione precisa, che è poi il motivo per cui è venuta al mondo. E il nostro gesto creativo non è mai fine a se stesso. Neanche quando diventa puro gesto artistico in occasione di eventi, show o sfilate. In questi casi – parlo per me, sicuramente – la visione viaggia tra l’onirico e il cinematografico, come quando al risveglio da un sogno cerchiamo di rintracciarne il significato, attraverso archetipi e simboli che esasperano un messaggio, un’idea, un’energia. In questi casi, extra-ordinari, le “sculture” di capelli che realizzo materializzano un livello di coscienza in un’immagine evocativa che non chiede spiegazione. Perché è emozione, sentimento. Pura visione e creatività. In una parola: farfalla.


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Ultima settimana di febbraio, con un oroscopo che, da lunedì 23, ci porta al 1 marzo. Dominata dalla congiunzione tra Saturno e Nettuno nei gradi dell’Ariete. Ecco cosa ci dicono le stelle., nei consigli della nostra rubrica astrologica. Ariete La settimana dal 23 febbraio inizia con una Luna in Toro proprio davanti al vostro cielo […]

Uno speciale oroscopo – con classifica – della nostra rubrica astrologica dedicata ai segni zodiacali più amati in questo San Valentino davvero speciale. In cui la bella Venere, nuotando nel mare dei Pesci, decide che i segni d’acqua sono i favoriti. Ma non solo. 12 Gemelli Purtroppo in fondo alla classifica di San Valentino, voi […]

Sempre più banche italiane riconoscono il valore delle aziende che puntano alla sostenibilità, facilitando loro l’accesso a finanziamenti e agevolazioni. Rendendo l’investimento su politiche sostenibili non solo una scelta etica, ma una strategia concreta per garantire benefici duraturi alla propria impresa. E anche rafforzare la competitività, stimolando l’innovazione con nuovi prodotti, servizi e modelli di […]

Prima sono arrivati i sistemi di sicurezza tecnologici: dai semplici segnalatori per il parcheggio agli assistenti di guida. Utili strumenti entrati ormai nel nostro quotidiano. Che, però, è già pronto a una nuova rivoluzione: l’integrazione dell’intelligenza artificiale, che promette di rendere le nostre auto sempre più sicure e personalizzate. Attraverso sistemi capaci di imparare le […]