L’aquilotto Isidoro alla scoperta dell’Isola: prima aquila reale con tracciamento satellitare in Sicilia

La notte trascorsa sulle Madonie. Poi il sorvolo sui monti di Palermo. Partendo dal parco dei Nebrodi e passando per l’Etna. È l’avventura esplorativa di Isidoro, pullo siciliano di aquila reale che ha già un record: è il primo esemplare dotato di tracciamento satellitare sull’Isola. Ancora con tante giovani piume bianche su ali e coda, i suoi spostamenti vengono registrati ogni mezz’ora per il progetto LIFE Abilas di Ispra. Nato per reintrodurre l’Aquila di Bonelli in Sardegna, ma esteso allo studio delle interazioni con l’aquila reale nel Mediterraneo, Sicilia compresa. «Dove vivono 70 coppie di Aquila di Bonelli. Già rare e, in passato, al centro di un mercato illegale da 20mila euro a giovane esemplare», spiega a MeridioNews Massimiliano Di Vittorio, tecnologo bio-Avm di Ispra. Ma le aquile reali come Isidoro sono anche di meno: «15 coppie, a causa dell’eccessiva antropizzazione dell’Isola e di caratteristiche ambientali poco idonee».

La nascita di Isidoro e il tracciamento

Il nido di Isidoro, pullo di aquila reale studiato in Sicilia
Il nido di Isidoro, ripreso dalle webcam del Parco dei Nebrodi

L’Ispra segue Isidoro fin dalla nascita, a maggio 2025, grazie alle webcam del Parco dei Nebrodi, che collabora al progetto. A luglio i ricercatori gli appongono il trasmettitore satellitare. «Un’operazione delicata – spiega Di Vittorio -. Da fare quando il piccolo si nutre già da solo e sa termoregolare». Così, per la prima volta sull’Isola, con l’aiuto dell’associazione Ambiente Sicilia, sarà possibile seguire un’aquila reale in tutto il suo percorso di vita. Che per Isidoro prende il via ad agosto, quando lascia per la prima volta il nido. «È una fase di scuola guida – racconta il ricercatore -. In cui è ancora dipendente dai genitori e impara con loro a volare e cacciare». Spingendosi poi sempre più in là, ma tornando a casa. Finché, ormai emancipato, dice del tutto addio al nido per iniziare le sue avventure. Da single, almeno fino a 5 anni: quando, maturo sessualmente, potrà formare una nuova coppia.

Le avventure dell’aquilotto emancipato

A gennaio, a circa 8 mesi di vita, Isidoro compie il suo primo spostamento importante: viaggia per decine di chilometri, tornando a casa dopo 4 giorni. A fine febbraio, vola sull’Etna. Poco dopo, a inizio marzo, si sente pronto per iniziare la sua vita da solo. E intraprendere la cosiddetta fase di dispersione. Da allora, i ricercatori di Ispra lo hanno seguito per quasi tremila chilometri. «La dispersione è la fase più delicata, con i maggiori tassi di mortalità», spiega Di Vittorio. E, per questo, tanto più utile da studiare. «L’applicazione della telemetria satellitare ci consente di capire le strategie di dispersione della specie – continua -. Evidenziare le nuove aree di insediamento e quelle di nidificazione, che sono diverse tra loro. Così come il regime alimentare, i tassi di mortalità e le cause». Specifiche per le aquile reali in Sicilia, di cui si sa ancora poco rispetto ad altre specie.

L’utilità dei dati per tracciare l’aquila reale in Sicilia

L’aquilotto Isidoro ha, da adesso, vari anni per esplorare la Sicilia e trovare un posto a lui favorevole. Senza altre coppie – cercando una propria compagna – o trovando una vedova e rimpiazzandone il compagno morto. Quando sarà pronto, dovrà poi scegliere un luogo per nidificare: «Con caratteristiche precise, come delle pareti alte», sottolinea Di Vittorio. E procurare molto più cibo rispetto alla sua attuale vita da single: «Almeno 900 grammi di biomassa al giorno, per nutrire i piccoli». Ma, soprattutto, Isidoro dovrà scansare l’estrema mortalità dei grandi rapaci. «Dall’abbattimento con armi da fuoco all’avvelenamento – conclude Massimiliano Di Vittorio -. E, più di tutte, la folgorazione sui tralicci di media tensione che distribuiscono l’energia elettrica». A seguirlo costantemente e a tifare per lui sono non solo i ricercatori di Ispra, ma anche gli appassionati birdwatchers siciliani.


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