Tempi di libero rock: la storia dei Denovo

“Mi inquieta scoprire che le nostre gesta, frutto spesso di incoscienza, sono diventate oggetto di letteratura. Mi fa piacere quando qualcuno oggi accosta a noi i Bluvertigo, i Subsonica… Denovo, un’incompiuta? È anche il fascino di questa storia. Non siamo mai stati un gruppo da super hit, ma abbiamo lasciato qualcosa nell’aria, che si ricorda e per la quale è stato scritto un libro”.

Il libro di cui parla Mario Venuti in questo stralcio di intervista concessa a Paolo Gallori (che ha effettuato le riprese alla reunion romana dei Denovo il 15 luglio scorso) è “Tempi di libero rock”. La storia dei Denovo e della Catania rock di Jonathan Giustini, giornalista e discografico dell’etichetta Storie di Note, che sabato 12 verrà presentato allo Zo di V.le Africa in una serata condotta da Paola Maugeri cui interverranno l’autore, la band (orfana di Gabriele Madonia) e, ospite speciale, l’ex sindaco Enzo Bianco. Durante la serata, numerosi artisti catanesi interverranno con alcuni loro racconti e, dalle 23, intratterranno il pubblico con la propria musica.

Ma, a beneficio di coloro che non ne hanno mai sentito fare menzione, facciamo un salto indietro e chiediamoci: “chi sono i Denovo?”. La band catanese composta da Toni Carbone, Mario Venuti, Luca Madonia ed il fratello Gabriele nasce sulle sponde siciliane nei primi anni ’80 lontano dalle major discografiche e nell’84 pubblica il primo disco per l’etichetta indipendente Suono Records, Niente Insetti su Wilma. I Denovo, fin dai primi passi instaurano una sorta di “rivalità” con i Litfiba: se il gruppo di Pelù e Renzulli rappresenta il rock di quegli anni, i Denovo ne rappresentano il pop. Ma il loro suono (i cui riferimenti vanno ai Talking Heads e agli Xtc, solo per citare i due nomi più famosi) era già molto avanti rispetto alla musica che circolava allora in radio e, ancora oggi, risulta notevolmente moderno. Il gruppo continua la propria carriera pubblicando altri quattro album: Unicanisai dell’85, Persuasione e Così fan tutti dell’87 e Venuti dalle Madonie a cercar Carbone, ultimo disco dell’89 registrato con Battiato che ne decreta lo scioglimento e l’inizio delle rispettive carriere soliste. A questa discografia, va adesso aggiunto Denovo Live, il cd allegato al libro di Giustini, che rappresenta il primo album live del gruppo, registrato in occasione della precedente reunion del 1997.

Per Giustini la lezione che ci insegnano i Denovo è: “non è necessario fare rock per tutta la vita, l’importante è lasciare il segno…” ed è proprio questo che Tempi di libero rock vuole raccontare. L’impronta lasciata da una band simbolo della generazione degli anni ’80 raccontata attraverso gli occhi non solo dei propri componenti, ma di coloro che hanno contributo al suo successo come l’infaticabile manager Fabrizio Fracassi, il produttore Fabrizio Federighi ed il compianto Francesco Virlinzi, patron della Cyclope Records, che fu tra i primi a credere nelle loro potenzialità. Tra le pagine si respira, inoltre, l’atmosfera che permeava Catania negli anni in cui il gruppo cominciò a muovere i primi passi, quando una città di “periferia” divenne il crogiolo di idee, musica e flussi creativi di una nuova generazione. Una generazione che vide l’attenzione della musica italiana riversarsi su di essa grazie ai Denovo, che riuscirono a spostare il centro del rock un po’ più in giù nello Stivale.


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