Telecamere contro il bullismo a Catania

Un impianto di videosorveglianza e telecontrollo sarà installato nei prossimi giorni in almeno quindici tra piazze e giardini pubblici di Catania. L’iniziativa – che si colloca nell’ambito del progetto “Ambiente e Sicurezza” predisposto dall’Assessorato all’Ecologia del Comune in collaborazione con la Prefettura di Catania – prevede:

 

diversi lavori di ripavimentazione, in seguito agli oltre 6000 euro di danni registrati solo nell’ultimo anno; la realizzazione di spazi per i bambini (con la valorizzazione di aree verdi e parco giochi) e, appunto, l’installazione di un sistema di telecamere per ostacolare l’allarmante fenomeno di bullismo e di degrado sociale recentemente accentuato dagli episodi dello Stadio Massimino nello scorso febbraio, degenerati nell’uccisione dell’Ispettore di polizia Filippo Raciti.

 

Il progetto “Ambiente e Sicurezza” rientra nell’ambito del ‘Pon Sicurezza’, Programma Operativo Nazionale coordinato dal Ministero degli Interni per lo sviluppo del sud Italia. Tra i punti fondamentali del PON ci sono

 

1)    La riduzione dei tempi d’intervento delle forze dell’ordine attraverso lo sviluppo di tecnologie per la salvaguardia della sicurezza del territorio e del patrimonio ambientale

 

2)    Migliore gestione dei flussi migratori che garantiscano un impatto meno traumatico per il cittadino straniero e per la popolazione locale

 

3)     La promozione di una cultura della legalità con una serie di campagne informative ed un’azione di sensibilizzazione rivolte ai giovani

 

4)     La riduzione dei tempi della Giustizia

 

 

Dunque dopo il “caso Napoli”, prima metropoli italiana ad essere controllata in maniera capillare dal “grande fratello”, e in scia con la gestione urbana di molte città europee, ora anche Catania sarà sorvegliata dal massiccio utilizzo di “occhi elettronici”. Le registrazioni saranno trasmesse direttamente ad un centro di controllo della Questura che visionerà le cassette in caso di precise segnalazioni e nel rispetto del diritto di riservatezza dei dati personali regolati dalla legge sulla privacy.

 

Sembra impossibile non chiedersi se davvero non si sarebbe potuto evitare un intervento così estremo; ma dopo i fatti del Massimino anche il diritto alla privacy dei cittadini pare finito in secondo piano.

 

 


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