Stretto, treni a lunga percorrenza non verranno soppressi Da giugno coincidenze con le Frecce bianche in Calabria

I treni a lunga percorrenza continueranno ad attraversare lo Stretto di Messina. Almeno fino al 31 dicembre del 2015. Poche ore fa è stato scongiurato il pericolo della soppressione dei cinque treni diretti a Nord e delle navi demandate al loro traghettamento, grazie a un accordo siglato a Roma tra sindacati e le Ferrovie dello Stato. Dal prossimo giugno, inoltre, verrà sperimentato una novità: i già esistenti treni regionali che arrivano a Messina cambieranno gli orari, in modo da permettere ai potenziali viaggiatori di prendere le Frecce Bianche in Calabria

Gli utenti potranno così scegliere tra il cosiddetto servizio universale, cioè i treni a lunga percorrenza che vengono traghettati, e la rottura di carico, ovvero scendere alla stazione di Messina, traghettare a piedi e ripartire con un nuovo convoglio da Villa San Giovanni. 

Sull’accordo siglato oggi i sindacati si sono spaccati. La decisione è stata sottoscritta da Fit Cisl, Filt Cgil, Uiltrasporti, Fast Ferrovie e Ugl Trasporti, ma non dall’organizzazione sindacale autonoma Or.Sa che, a differenza delle altre sigle, conferma lo sciopero di otto ore del prossimo 25 marzo. Entrambi gli schieramenti confermano, invece, le rispettive assemblee generali. In programma sempre il prossimo giovedì, a Messina. Anche nella fattispecie si va avanti divisi, nella comune convinzione, però, che non occorra abbassare la guardia.

Fit Cisl, Filt Cgil, Uiltrasporti, Fast Ferrovie e Ugl Trasporti sospendono quindi l’astensione di otto ore dei ferrovieri ma non rinunciano alla «grande manifestazione di Messina del 25 marzo». «Intendiamo coinvolgere le istituzioni nazionali e regionali in un vero progetto di rilancio delle ferrovie in Sicilia – dicono, al termine del tavolo aziendale, Amedeo Benigno, segretario Fit Cisl Sicilia, e Mimmo Perrone, segretario Fit Cisl Ferrovie – il traghettamento dei cinque treni a lunga percorrenza al momento viene confermato, non ci sarà la cosiddetta rottura di carico, ma l’azienda ha precisato che attende segnali dal ministero dei Trasporti sul pagamento dei servizi, del collegamento dei mezzi veloci Bluferries fra Messina e Villa San Giovanni al momento a carico delle Ferrovie, per via della gara ancora da indire. Il ministero paghi queste somme, non dia alibi all’azienda che al momento non esclude che il progetto di dismissione possa essere riproposto in futuro».

«L’attenzione è comunque alta – dice Franco Spanò, segretario generale Filt-Cgil Sicilia – e rimangono tutte le preoccupazioni legate alle attuali modalità di trasporto ferroviario in tutta la Sicilia. La battaglia continua per il potenziamento di trasporti e servizi, per adeguate infrastrutture. La questione del contratto di servizio sarà proprio al centro della manifestazione regionale che si svolgerà il 25 marzo a Messina».

In quell’occasione, Fit Cisl, Filt Cgil, Uiltrasporti, Fast Ferrovie e Ugl Trasporti terranno un sit-in alle 9 e 30 davanti alla Prefettura. Alle 11, al Palacultura, assemblea dei lavoratori delle ferrovie e dell’indotto di tutta la Sicilia. Previsti circa 800 partecipanti.

Più rigida la posizione dell’Or.Sa, che non rinuncia allo sciopero, nemmeno dopo essere stata seduta al tavolo con i grandi capi, l’amministratore delegato di Fs, Michele Mario Elia, e quello di Rfi, Maurizio Gentile: «L’azienda – afferma Michele Barresi, responsabile Trasporti in provincia di Messina – ha di fatto stracciato il documento presentato ai sindacati lo scorso 2 febbraio. Uno stop solo a tempo – prosegue – di un progetto che resta allo studio e che pende come una spada di Damocle sul diritto alla continuità territoriale».

Il rischio, insomma, è che il problema sia solo rimandato: «La nostra controparte resta la politica regionale e nazionale – sostiene Barresi – che ad oggi ancora tace e dai cui atti nei prossimi mesi è demandata la possibilità di dare indirizzi diversi a ministero e Ferrovie . Abbiamo presentato proposte concrete insieme al movimento popolare #ilferribottenonsitocca per velocizzare il traghettamento dei treni, ammodernare la flotta Rfi, salvaguardare e rilanciare il servizio universale ma su questo non c’è nessun impegno del gruppo Fs e non traspare nessuna programmazione futura». 

Mariano Massaro, segretario siciliano di Or.Sa, non ha firmato il verbale dell’incontro. Domani, 19 marzo, il sindacato terrà un assemblea regionale a Palermo. Dopodomani, 20 marzo, alle 17,30, a Messina, nel salone dei mosaici, vertice de #ilferribottenonsitocca – lo stesso movimento che, con il nome di 14 Febbraio, ha organizzato, in riva allo Stretto, la protesta di San Valentino – per confermare la linea comune. Il 25 marzo, ancora, alle 9,30, assemblea generale a palazzo Zanca.

«Non possiamo accontentarci delle briciole o della sterile difesa dell’esistente, ma occorre mobilitarsi per pretendere investimenti e risorse necessari per recuperare il gap infrastrutturale decennale in cui è stata relegata l’isola, sia sul versante ferroviario e sia sul traghettamento veloce per i pendolari dello Stretto . Noi vogliamo tutto», conclude Barresi, ricordando che «oggi, oltre alle due navi per il traghettamento, ci sono cinque treni a lunga percorrenza, nel 2007 i treni erano 14».


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