Una strage di gatti che andrebbe avanti da mesi a Santa Teresa di Riva, nel Messinese. Lo denuncia la senatrice Dafne Musolino, vice caporuppo in Senato di Italia Viva – Casa Riformista, annunciando la presentazione di un esposto in procura. L’elevata moria avrebbe colpito le colonie feline delle zone di Sparagonà e Cantità. «Una situazione ormai […]
Strage di gatti a Santa Teresa di Riva: la senatrice Musolino annuncia un esposto in procura
Una strage di gatti che andrebbe avanti da mesi a Santa Teresa di Riva, nel Messinese. Lo denuncia la senatrice Dafne Musolino, vice caporuppo in Senato di Italia Viva – Casa Riformista, annunciando la presentazione di un esposto in procura. L’elevata moria avrebbe colpito le colonie feline delle zone di Sparagonà e Cantità. «Una situazione ormai insostenibile, culminata con il ritrovamento di numerosi animali morti e la comparsa di polveri e sostanze sospette», riferisce Musolino. Oltre alle «pesanti intimidazioni alla referente della colonia locale Raffaella Bottaro». L’attacco della senatrice va anche all’amministrazione comunale di Santa Teresa, a cui viene contestato un «approccio puramente formale, con comunicazioni di rito alla prefettura o all’Asp per poi lavarsene le mani». La richiesta, piuttosto, è di intensificare i controlli, anche tramite la videosorveglianza.
I primi gatti morti un mese fa
Secondo quanto riportato da Musolino, tutto sarebbe iniziato tra il 27 e il 28 giugno, con la morte di almeno sei gatti in poche ore nella colonia di via Sparagonà. Poco dopo, il 9 luglio, viene trovato un altro felino deceduto. Difficile credere a delle morti naturali, considerato che i corpi sono stati «lasciati come macabri avvertimenti nei luoghi frequentati da chi li accudisce», spiega la senatrice. Fino al rinvenimento, oggi, «di nuove sostanze sospette, dopo la polvere bianca dei giorni scorsi».
Dagli esami all’esposto
«Non conosciamo gli esiti degli esami tossicologici e la Prefettura non ha ancora reso note iniziative operative di coordinamento o misure di protezione», conclude Musolino. Ricordando come provocare la morte di un animale senza necessità sia un reato punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni. Sulla cui base la senatrice si augura che sia la magistratura a fare luce sui responsabili e su chi non ha fatto abbastanza per evitarlo.