La procura di Termini Imerese ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone e due società per la morte dei 5 operai deceduti il 6 maggio 2024, evento conosciuto come la strage di Casteldaccia. Tutto è successo mentre lavoravano all’impianto fognario alle porte del comune in provincia di Palermo. Gli indagati – dirigenti, dipendenti Amap […]
Strage di Casteldaccia, chiesto processo per otto persone
La procura di Termini Imerese ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone e due società per la morte dei 5 operai deceduti il 6 maggio 2024, evento conosciuto come la strage di Casteldaccia. Tutto è successo mentre lavoravano all’impianto fognario alle porte del comune in provincia di Palermo. Gli indagati – dirigenti, dipendenti Amap e imprenditori – con l’accusa di omicidio colposo plurimo sono: Nicolò Di Salvo, Gaetano Rotolo, Salvatore Rappa, Sergio Agati, Girolamo Costa, Wanda Ilarda.
Le società coinvolte sono Amap, la municipalizzata per il servizio idrico del Comune di Palermo, che si occupa della manutenzione della rete fognaria, e la ditta Quadrifoglio Group srl. La prima udienza davanti al gup si terrà il 17 marzo. Secondo l’accusa «nell’ambito dei lavori di pronto intervento, manutenzione ordinaria e programmata della rete fognaria, commissionati da Amap spa e dati in subappalto alla Quadrifoglio Groups srl e, nello svolgimento dei lavori di disostruzione della rete fognaria di Casteldaccia, gli indagati non hanno verificato la idoneità tecnica delle ditte affidatarie, il possesso delle competenze e delle informazioni di sicurezza».
Gli imputati, inoltre, non avrebbero redatto o fatto redigere il piano di sicurezza e coordinamento. Non avrebbero nominato neanche un coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione. I cinque operai – Giuseppe La Barbera, Ignazio Giordano, Epifanio Alsazia, Giuseppe Miraglia e Roberto Raneri – sono deceduti sul luogo di lavoro per inalazione acuta letale di idrogeno solforato.