Stop del governo ai fondi per il Nodo Catania: la rivoluzione della mobilità resta in sospeso

Una rivoluzione per la mobilità a Catania che, almeno per il momento, è rinviata a data da destinarsi. È di oggi la notizia del mancato via libera, da parte del governo, di un emendamento alla legge di bilancio per lo stanziamento finanziario dei fondi necessari – circa 600 milioni di euro – per il completamento del Nodo Catania. Si tratta dell’ultimo tratto del raddoppio ferroviario previsto dal capoluogo etneo a Palermo e nello specifico il progetto che doveva collegare la stazione centrale di Catania con quella di Acquicella.

Nodo Catania e il progetto di interrare la stazione centrale

«Ancora una volta il governo Meloni conferma di agire sempre contro il Sud», ha spiegato oggi durante il suo intervento in aula il segretario del Partito Democratico siciliano e capogruppo dem in commissione Trasporti, Anthony Barbagallo. Il progetto in questione, che per il momento è rimasto senza copertura finanziaria, prevedeva l’interramento della stazione di Catania centrale e la costruzione di una interrata in corrispondenza di quella attuale. Un tracciato quasi tutto interrato lungo circa sette chilometri con una fermata strategica nei pressi dell’attuale piazza Borsellino e la dismissione degli archi della marina per il passaggio dei treni. «Un intervento fondamentale per Catania e la Sicilia – continua Barbagallo – promesso da Meloni in campagna elettorale e ancora oggi non finanziato dalla premier al governo».

Sempre nell’ambito del nodo Catania rientrano i lavori tra Catania Aquicella e Catania Bicocca. Opera da 370 milioni di euro, i cui lavori sono in corso, che permette l’eliminazione dell’interferenza con l’aeroporto Fontanarossa con la realizzazione di una galleria artificiale e trincee per circa 3 chilometri. Così da rendere possibile l’allungamento della pista dello scalo.

Il secondo emendamento bocciato

Quello per il finanziamento del nodo Catania non è però l’unico emendamento bocciato. L’altro riguarda il ripristino della ferrovia Catania-Caltagirone-Gela. «Che, interrotta dal 2011 per il crollo di un viadotto, ancora oggi non ha risorse per la rimessa in funzione – continua Barbagallo – Insomma la coperta è sempre corta quando c’è da mantenere le promesse, ma diventa un lenzuolo infinito di bugie quando c’è da fare propaganda ideologica. E sempre a danno del Sud», conclude. 


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