Stanziati 60mila euro per la creatività urbana Sei progetti dalle librerie alla storia della città

«Siamo felicissimi, è il primo progetto che presentiamo e che vinciamo. Adesso ci metteremo subito a lavoro per realizzare la nostra biblioteca all’aperto». Daniele Cavallaro, uno dei fondatori dell’associazione Gammazita, non sperava nella vittoria del bando comunale sulla Valorizzazione della creatività urbana. La sua associazione riceverà 10mila euro per attuare entro il 26 dicembre in piazza Federico di Svevia una serie di attività di promozione della lettura, «con confronti, letture pubbliche, un mercatino. Tutto per fare in modo che la piazza sia vissuta», racconta Daniele. I soldi verranno dal progetto denominato Pari – acronimo di Partecipazione autonomia impresa responsabilità -, promosso dalla Direzione cultura e dalle Politiche giovanili del Comune di Catania e vinto da Gammazita e da altre cinque realtà catanesi molto attive sul territorio: l’Arci Catania con un progetto per la valorizzazione di San Berillo; Manomagia che realizzerà una serie di burattini giganti per raccontare ai bambini la storia del centro storico cittadino; l’associazione Quadrivium promuoverà delle iniziative musicali; Catania Lab punterà alla zona compresa tra via San Michele e piazza Manganelli, e infine Officine culturali che si prenderà cura di via Biblioteca.

«Avremmo fatto tutto comunque, ma i fondi ci semplificheranno molto le cose», spiega il rappresentante dell’associazione che ha creato Ursino Buskers. Una considerazione che sembra condivisa da uno dei referenti del progetto presentato da Catania Lab, legata all’emittente Radio Lab, Alessandro Giacomo Fangano. Tutto si basa sull’esperienza maturata da Centrocontemporano, di cui Fangano è uno degli ideatori, per portare nell’area di piazza Manganelli «laboratori e progetto sulla rigenerazione urbana, entrambi rivolti a giovani da 16 a 35 anni. I primi risultati verranno poi illustrati nel corso di Centrocontemporaneo, in programma domenica 7 dicembre», spiega Fangano. Le attività, che andranno avanti fino a dopo Natale, avranno anche un risvolto pratico: «Noi metteremo tutto su un sito internet e su una mappa cartacea. Ma vorremmo organizzare una tavola rotonda con le altre associazioni che hanno partecipato al bando», conclude Fangano.

E la disponibilità a una collaborazione nei progetti arriva già da Officine culturali, associazione nota in città per il suo ruolo di promozione dell’ex Monastero dei Benedettini. «Cercheremo di rendere fruibile il giardino di via Biblioteca: è uno spazio pubblico, l’unico piccolo parco del centro storico oltre alle ville Bellini e Pacini, ed è poco noto ai catanesi», spiega Francesco Mannino, presidente dell’associazione culturale. Anche per lui, come per Gammazita, si tratta «del primo bando vinto a livello comunale», e anche in questo caso «le attività le avremmo fatte anche senza i fondi», spiega Mannino. Nell’area pedonale antistante la biblioteca Ursino Recupero verranno realizzate visite al museo della fabbrica del monastero, un workshop sul quartiere insieme al comitato Antico Corso, al centro Iqbal masih e alla comunità di Sant’Egidio. «Faremo anche del giardinaggio, e probabilmente concluderemo tutto con un concerto», spiega Mannino. Che lancia un appello: «Sarebbe bello se tutti i partecipanti rendessero pubblici i rendiconti delle proprie spese e condividessero la propria esperienza a fine progetto».

Un appello che sembra essere già recepito dalla Consulta giovanile del Comune di Catania, che ha promosso il bando. «Siamo riusciti a portare nel territorio catanese risorse che si rischiava di perdere, in un periodo dove le risorse scarseggiano, dividendo i soldi su sei realtà valutate con trasparenza da una commissione tecnica che ha rispettato dei parametri rigidi», spiega Pierangelo Spadaro, presidente della consulta giovanile e consulente del sindaco Enzo bianco sulle politiche giovanili. Che annuncia: «Il Pari in totale è un progetto da 230 mila euro: 69 mila euro saranno dati agli studenti come contributi alle borse di studio. 40 mila serviranno per pagare gli alloggi agli studenti in graduatoria Ersu. Altri 50 mila euro verranno impiegati sempre dall’Università di Catania per promuovere le startup», conclude Spadaro. E una proposta arriva anche da un altro membro della consulta, Mirko Viola, già ideatore di Catania Source: «Sarebbe bello alla fine dei progetti creare un momento di racconto, una occasione per trovare volontari per dare una mano nelle buone pratiche». 


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