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C'era una volta uno sport che aveva la strana caratteristica di non avere un dominatore e quando l'aveva non era detto che questo fosse il favorito di un torneo. Quando borg era borg, vinceva contro chiunque fino a settembre, poi arrivava a new york e non vinceva neanche una finale; quando mc era mc vinceva tutte le partite tranne tre e una di quelle era la finale di parigi; quando lendl era lendl saltava persino la facile vittoria parigina per provare a vincere a wimbledon, ma niente, era già un miracolo raggiungere la finale, dove mai riuscì a vincere un misero set. Detto che la stessa sorte è toccata anche a sampras, mai finalista sulla terra rossa delle porte d'auteil, dall'inizio del xxi secolo la storia è cambiata. Il motivo per cui questi fuoriclasse diventavano balbettanti non era certo il fuso orario, quanto le caratteristiche del campo. Lentissimo quello parigino, rapidissima l'erba di wimbledon in cui era necessario giocare al volo per evitare i rimbalzi assurdi della pallina, mediamente giusto, ma terreno di caccia dei giocatori di volo, flushing meadows, dove da oggi cominciano gli us open, ultimo torneo del grande slam. Da più di 10 anni i campi sono quasi tutti gli stessi; un po' più veloce la terra rossa parigina, un po' più lenta l'erba londinese, e un po' più lento, ahinoi, anche il cemento americano. Così dopo anni di mc, lendl, sampras, rafter e sua maestà lo svizzero, adesso il torneo è diventato territorio di caccia di grandi difensori come nadal, vincitore qui nel 2010 e murray, vincitore l'anno scorso in 5 set su novak djokovic e recente vincitore di wimbledon. A nostro parere, grande favorito anche qui anche se è capitato nella metà proprio del serbo, numero 1 del mondo col fiato di nadal sul collo. Il quale nadal non ha proprio un calendario agevolissimo, visto che parte contro una specie di speranza statunitense (harrison) per poi incocciare al terzo turno verdasco poi isner e in un eventuale quarto addirittura federer che per la prima volta da qualche decennio parte indietrissimo in classifica grazie ad una disastrosa estate.

C'era una volta uno sport che aveva la strana caratteristica di non avere un dominatore e quando l'aveva non era detto che questo fosse il favorito di un torneo. Quando borg era borg, vinceva contro chiunque fino a settembre, poi arrivava a new york e non vinceva neanche una finale; quando mc era mc vinceva tutte le partite tranne tre e una di quelle era la finale di parigi; quando lendl era lendl saltava persino la facile vittoria parigina per provare a vincere a wimbledon, ma niente, era già un miracolo raggiungere la finale, dove mai riuscì a vincere un misero set. Detto che la stessa sorte è toccata anche a sampras, mai finalista sulla terra rossa delle porte d'auteil, dall'inizio del xxi secolo la storia è cambiata. Il motivo per cui questi fuoriclasse diventavano balbettanti non era certo il fuso orario, quanto le caratteristiche del campo. Lentissimo quello parigino, rapidissima l'erba di wimbledon in cui era necessario giocare al volo per evitare i rimbalzi assurdi della pallina, mediamente giusto, ma terreno di caccia dei giocatori di volo, flushing meadows, dove da oggi cominciano gli us open, ultimo torneo del grande slam. Da più di 10 anni i campi sono quasi tutti gli stessi; un po' più veloce la terra rossa parigina, un po' più lenta l'erba londinese, e un po' più lento, ahinoi, anche il cemento americano. Così dopo anni di mc, lendl, sampras, rafter e sua maestà lo svizzero, adesso il torneo è diventato territorio di caccia di grandi difensori come nadal, vincitore qui nel 2010 e murray, vincitore l'anno scorso in 5 set su novak djokovic e recente vincitore di wimbledon. A nostro parere, grande favorito anche qui anche se è capitato nella metà proprio del serbo, numero 1 del mondo col fiato di nadal sul collo. Il quale nadal non ha proprio un calendario agevolissimo, visto che parte contro una specie di speranza statunitense (harrison) per poi incocciare al terzo turno verdasco poi isner e in un eventuale quarto addirittura federer che per la prima volta da qualche decennio parte indietrissimo in classifica grazie ad una disastrosa estate.

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