Siracusa, un orto di comunità che fa fiorire inclusione e rinascita sociale: la sfida di Passwork

Un orto che diventa simbolo di comunità, accoglienza e rinascita. È quello inaugurato a Siracusa, all’interno della struttura di Casa Natalìa in via Lazio, grazie alla collaborazione tra i ragazzi dei progetti SAI MSNA di Canicattini Bagni – Casa Aylan e La Pineta – e gli ospiti della stessa Casa Natalìa. Alberi da frutto, piante aromatiche e un Bug Hotel per proteggere la biodiversità. Un gesto concreto per costruire un futuro sostenibile e inclusivo, dove la cura della terra diventa metafora della cura delle persone.

Integrazione sociale e rispetto per l’ambiente

L’iniziativa, promossa dal sistema di accoglienza e integrazione Passwork insieme ai Comuni di Siracusa e Canicattini Bagni e all’associazione La Pineta, rappresenta un nuovo tassello di un percorso che intreccia integrazione sociale e rispetto per l’ambiente. Un progetto in cui la terra è strumento educativo e collettivo, dove la semina e la crescita delle piante diventano linguaggio universale di partecipazione. Alla base di questa visione c’è Sebino Scaglione, fondatore della cooperativa Passwork, una realtà con circa sessanta operatori che da anni trasforma la solidarietà in impresa sociale. Sociologo e progettista, Scaglione ha scelto di sporcarsi le mani nel campo del disagio. Ha così costruito percorsi di autonomia per chi vive ai margini: immigrati, disabili psichici, ex detenuti, giovani in dispersione scolastica e vittime di tratta.

Progetti di prevenzione per i minori non accompagnati

La cooperativa opera tra Siracusa e Canicattini Bagni e rappresenta un modello di innovazione sociale radicato nel territorio. Dall’accompagnamento al lavoro all’educazione alla legalità, dall’inclusione dei minori stranieri non accompagnati ai progetti di prevenzione delle dipendenze. Passwork ha fatto dell’integrazione un’esperienza quotidiana e concreta, non soltanto con l’orto di comunità.

Dietro questo percorso c’è anche una storia di resistenza. Nel 2016, una bomba esplose davanti alla casa di Scaglione, in quello che apparve come un chiaro tentativo di intimidazione. Un gesto che non riuscì però a fermare il suo impegno, anzi lo rafforzò. La forza del suo lavoro nasce da una rete di relazioni e dalla convinzione che il cambiamento reale passi attraverso la società civile organizzata. Un principio che Scaglione ha trasformato in metodo: creare legami, generare fiducia, costruire autonomia.

Inserimento lavorativo dei minori a rischio

La storia professionale di Scaglione affonda le radici negli anni Novanta, quando insieme alla Cgil e all’Arci diede vita alla prima esperienza di accoglienza per migranti nella provincia di Siracusa. Un impegno che trova origine nella sua stessa biografia: emigrato in Germania da bambino, ha conosciuto in prima persona il peso del pregiudizio e la fatica dell’inclusione.

Da quella consapevolezza nascono progetti pionieristici: l’inserimento lavorativo dei minori a rischio nei Comuni di Corleone e Gela, la gestione dei terreni confiscati a Bernardo Provenzano a Corleone, dove vengono impiegati disabili psichici, fino alle case di accoglienza per donne vittime di tratta con disagi mentali e per i loro figli.

Casa Natalìa e l’orto di comunità

Nel 2015 la cooperativa apre Casa Aylan, comunità per minori stranieri non accompagnati, oggi divenuta un punto di riferimento nel territorio. Dodici ragazzi tra i 14 e i 16 anni, provenienti da Egitto e Africa Sub-sahariana, frequentano la scuola, fanno sport, partecipano ad attività culturali e vivono pienamente la quotidianità di Canicattini Bagni. L’orto di comunità di Casa Natalìa è l’ultima tappa di un percorso che coniuga educazione ambientale, inclusione e cittadinanza attiva. Un luogo in cui si intrecciano le storie di ragazzi in viaggio e di cittadini che scelgono di condividere, un laboratorio di convivenza dove la terra diventa il filo che unisce culture, generazioni e speranze.


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