Siamo amici!

All’interno del cartellone proposto in occasione della 7a edizione della rassegna musicale denominata “Atelier internazionale della musica”, organizzata dalla Provincia Regionale di Catania con il patrocinio dei  vari comuni coinvolti, è stato inserito lo spettacolo che vede come protagonista il duo composto dal noto attore, regista e commediografo Arnoldo Foà, accompagnato al pianoforte dal musicista torinese Giorgio Costa.

 

Lo spettacolo, che sarà rappresentato in tre diversi comuni della provincia di Catania, ha visto la sua prima tappa questo martedì, presso il teatro “Leonardo Sciascia” di Aci Bonaccorsi. Per l’occasione il duo ha scelto di omaggiare García Lorca, Pablo Neruda e la musica spagnola attraverso la magistrale interpretazione che Arnoldo Foà ha dato alle poesie di questi grandi scrittori spagnoli. Il tutto intervallato da momenti musicali, a cura di Giorgio Costa, dedicati ai compositori Enrique Granados, Isaac Albeniz e Manuel De Falla, in cui il musicista rivela la sua grande capacità d’immedesimazione. Il pubblico ha potuto così apprezzare un ormai novantenne Arnoldo Foà che conferma sempre la propria presenza scenica, quella sottile vena d’ironia  ed allo stesso tempo una grande saggezza.

 

L’attore interagisce con il pubblico dicendo frasi del tipo “Siamo amici!” e con simpatia ‘rimprovera’ l’amministrazione comunale per non aver provveduto a rammendare due fori sulla tenda posta sullo sfondo del palcoscenico. L’artista  ha anche concesso qualche pillola di saggezza raccontando aneddoti della propria vita e pronunciando frasi che fanno riflettere e che rimangono in mente come: “Chi ha la Cultura può vivere bene, chi ha solo i soldi no”. Dopo aver avuto la possibilità di ascoltare le performance del Maestro, il pubblico ha anche avuto l’opportunità di scambiare qualche parola con lui che alla fine dello spettacolo accende la sua inseparabile pipa e comincia a scherzare e chiacchierare con la gente che lo aspetta e lo circonda per complimentarsi. Tutto ciò fa capire l’importanza che egli dà al contatto con la gente, quasi a testimoniare che il più grande palcoscenico sia la vita di tutti i giorni.


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