La Corte d’Assise di Siracusa ha disposto gli arresti domiciliari per Yari Aglianò, siracusano, imputato nel processo per il sequestro di persona a scopo di estorsione avvenuto a Scicli il 20 giugno 2024. L’uomo, che si trovava in custodia cautelare, potrà attendere il verdetto nella sua abitazione con divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi […]
Foto di Trolvag Scicli
Sequestro ed estorsione nel Siracusano, domiciliari a imputato
La Corte d’Assise di Siracusa ha disposto gli arresti domiciliari per Yari Aglianò, siracusano, imputato nel processo per il sequestro di persona a scopo di estorsione avvenuto a Scicli il 20 giugno 2024. L’uomo, che si trovava in custodia cautelare, potrà attendere il verdetto nella sua abitazione con divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi e dal difensore. Il suo legale, l’avvocato Junio Celesti, parla di errore giudiziario e sostiene che il dibattimento stia progressivamente indebolendo il quadro accusatorio.
A supporto della tesi difensiva, filmati pubblicati su TikTok ritrarrebbero l’imputato in Ortigia e al mare nel momento in cui si consumava il sequestro. Sono state sentite anche la moglie di Aglianò e un’amica. Entrambe le donne hanno confermato la sua presenza in luoghi distanti dalla scena del crimine. Aglianò è a processo insieme ad altre due persone, una quarta ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannata a otto anni di reclusione dal gip del Tribunale di Catania.
La vicenda trae origine da una faida per droga. Un gruppo di giovani modicani e sciclitani aveva ricevuto circa quattro chili di hashish da coetanei siracusani senza saldare il debito. Ne seguì una spedizione armata a Scicli, una sparatoria e il sequestro di un diciannovenne. Il ragazzo è stato liberato successivamente dai carabinieri del gruppo di intervento speciale. Mentre si trovava in un appartamento di via Privitera, a Siracusa. L‘inchiesta portò nel gennaio 2025 a nove arresti.