Se il Governo Crocetta bis vuole essere credibile deve imprimere una svolta all’economia

PIUTTOSTO CHE IL MUTUO DA UN MILIARDO DI EURO, SENZA NE’ CAPO NE’ CODA, IL NUOVO ASSESSORE AVVII CON ROMA UNA TRATTATIVA PER APPLICARE IN TEMPI RAPIDI L’ARTICOLO 36 DELLO STATUTO

di Carmelo Raffa

Salta la direzione regionale del PD siciliano. Parte il nuovo Governo di Rosario Crocetta grazie al ricompattamento dell’ala renziana.

Dopo le dure polemiche delle ultime ore la Segreteria Nazionale del Partito ed a quanto sembra anche il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sono intervenuti per facilitare la soluzione immediata della crisi e dare il via al Governo Crocetta Bis.

Al predetto appello, superando le recenti polemiche scaturite durante il congresso regionale, hanno risposto positivamente le componenti che hanno sostenuto Matteo Renzi nella corsa a Segretario Nazionale del Partito.

Pertanto sia i sostenitori di Giuseppe Lupo che gli amici di Davide Faraone si ritrovano insieme per provare a ridare la possibilità a Crocetta di fare uscire la Sicilia dal pantano. Con la speranza di concretizzare soluzioni adeguate ai problemi urgenti che affliggono la Regione.

La situazione di drammaticità finanziaria in cui versa la Regione è sotto gli occhi di tutti e sembra essere sempre più vicina al fallimento.

Se l’invito alla governabilità è stato recepito dalle persone di buona volontà, Matteo Renzi e la sua Segreteria Nazionale non debbono però pensare alla Sicilia quale serbatoio di voti, ma devono agevolarne lo sviluppo economico e produttivo in modo tale da fare invertire la rotta e creare nuova occupazione.

Bisognerà capire, a questo punto, che tipo di agibilità troverà questo nuove esecutivo a Sala d’Ercole. I numeri sembrano esserci. Ma Crocetta dovrà abbandonare la politica delle chiacchierare per fare posto alla concretezza.

L’attuale presidente della Regione dopo quasi un anno e mezzo di esperienza Governo ha collezionato come ha detto il senatore Corradino Mineo “un fallimento”.

Questo esecutivo avrà la forza di imprimere una volta concreta all’azione di Governo, togliendo subito dal dibattito politico e parlamentare – tanto per citare un esempio – l’assurdo mutuo da un miliardo di euro circa, intavolando con il Governo nazionale una trattativa sull’applicazione dell’articolo 36 dello Statuto?

Dall’assessore all’Economia, Roberto Agnello, ci aspettiamo un cambiamento radicale, rispetto alle scelte politiche fallimentari e romanocentriche del suo predecessore, Luca Bianchi. Dicono che sia un autonomista convinto. Speriamo che sia così.

 


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