Sant’Agata, polemica su presidente del comitato Arcidiacono: «Marano? È una nomina politica»

I cittadini fanno già il conto alla rovescia, il Palazzo prova a mettere ordine nei conti e i consiglieri comunali tracciano un bilancio della scorsa edizione. Al centro c’è Sant’Agata o meglio le festività agatine, per le quali la settimana prossima sarà stampato il programma degli eventi. Un appuntamento che costa 415mila euro tratti dalle somme della tassa di soggiorno. A un mese di tempo dalla manifestazione folkloristico-religiosa – e pure «turistica», parola degli addetti ai lavori – monta la polemica sulla nomina del presidente del comitato per la festa della patrona di Catania che coincide con il responsabile dei rapporti tra il sindaco Enzo Bianco e il Consiglio comunale Francesco Marano. A sollevarla in occasione di una concitata riunione della commissione Bilancio è il consigliere Sebastiano Arcidiacono

«Al di là del valore della persona Francesco Marano, a mia memoria, negli ultimi 35 anni il numero uno della festa non è mai stato un uomo di partito», attacca Arcidiacono. «È una cosa profondamente sbagliata e creerà un precedente: non scandalizziamoci se in futuro ogni sindaco metterà a capo del comitato agatino il suo segretario – prosegue – Se lo avessero fatto Umberto Scapagnini o Raffaele Stancanelli (entrambi ex sindaci, ndr) non so cosa sarebbe successo». «Orazio Licandro (assessore ai Saperi, ndr) si sarebbe incatenato», scherza il presidente della commissione Bilancio Vincenzo Parisi. «Questo ruolo meriterebbe una certa terzietà perché così passa il messaggio che chi vince l’elezione gestisce pure la festa più importante della città», conclude il suo intervento Arcidiacono. 

«La mia non stata una nomina politica o partitica, non sono stato scelto dal sindaco Bianco ma dalla Curia e dal Comune perché avevo collaborato alla redazione del regolamento della festa di Sant’Agata», replica Marano. «Ma sei un esperto di feste religiose?», gli domanda secco Arcidiacono. «No», risponde asciutto il presidente del comitato per le festività agatine. 

Sul caso interviene pure Niccolò Notarbartolo. «Capisco quello che dice Arcidiacono ma un evento così grande necessita di un governo per il quale rivendico un ruolo politico di responsabilità», dice il consigliere del Partito democratico. Che si complimenta con Marano per il lavoro svolto nell’edizione 2016 e chiede quali siano le novità per l’appuntamento del prossimo febbraio. 

«Per il 2017 stiamo cercando di razionalizzare in una settimana, quella che va dal 28 o 29 gennaio fino al 6 febbraio, gli eventi culturali più importanti che saranno tanti – spiega Marano – Così da potere creare un pacchetto di appuntamenti in grado di attrarre i turisti». Idea per la quale c’è un dialogo con «tour operator, agenzie di viaggio e compagnie aree», sottolinea il referente. Che aggiunge: «Ho preso contatti con l’organizzatore della seconda festa religiosa più importante del mondo, quella di Siviglia (la Semana santa, ndr), che verrà a trovarci per Sant’Agata e dialogherà con noi. L’obiettivo – continua – è quello di migliorarci sempre di più». Affermazione dopo la quale elenca una serie di anticipazioni sulla manifestazione del prossimo febbraio. Fermo restando che lo svolgimento «sarà improntato all’ordine e alla legalità, così come lo scorso anno, grazie al supporto di tutte le forze dell’ordine impiegate», sottolinea. 

«Per evitare saluti maldestri», scherza Parisi. «Chiamiamole annacate», chiarisce qualcuno dal fondo della riunione. E il riferimento è alla sosta del cereo votivo degli ortofrutticoli in via Torre del vescovo nel 2015, sotto i balconi della casa di Massimiliano Salvo ai tempi agli arresti domiciliari, ritenuto uno dei capi del clan Cappello. «Posso anticipare che l’Istituto Luce ci aiuterà a filmare la festa e inoltre – prosegue – ci sarà il concerto del Teatro Massimo Bellini del 2 febbraio, manifestazioni sportive per tutta la settimana, ogni domenica sarà possibile visitare le catacombe di Sant’Euplio e il 4 febbraio verrà aperta in via straordinaria la cameretta di Sant’Agata», afferma.


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