Sanità, Ferrandelli: “L’Azienda Villa Sofia-Cervello rispetti gli accordi con sul Campus di Ematologia “Franco e Piera Cutino”

IL PARLAMENTARE REGIONALE DEL PD HA PRESENTATO UN’INTERROGAZIONE. CHIEDE ALL’ASSESSORE LUCIA BORSELLINO CONTO E RAGIONE SU UNA STRUTTURA SANITARIA DI ECCELLENZA BISTRATTATA DALL’AMMINISTRAZIONE

Il deputato regionale del PD, Fabrizio Ferrandelli, ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino affinché l’assessorato rispetti i termini della convenzione firmata nel 2012 per la gestione del Campus di ematologia “Franco e Piera Cutino” e accerti le ragioni per le quali l’Azienda Villa Sofia–Cervello non proceda all’attivazione della convenzione attraverso l’acquisto delle attrezzature, l’assunzione del personale e l’accelerazione dei restanti passaggi autorizzativi per la sala trapianti.

“Non si può essere nemici dell’eccellenza e della solidarietà”, dice Ferrandelli che proprio due giorni fa ha fatto visita al centro di ematologia.

“Ci troviamo di fronte ad un Campus – aggiunge – costruito interamente con donazioni private, senza un centesimo di soldi pubblici per un costo di 5.500.000 euro. Un centro di eccellenza che non si occupa solo di talassemia, ma che interviene in generale sulle malattie rare ematologiche. Al Campus, inoltre, è legata anche una struttura ricettiva per ospitare i familiari dei pazienti ricoverati in tutto l’ospedale”.

“Il centro, unico in Italia – continua il parlamentare regionale del PD – è in grado di effettuare la celocentesi, una metodica di diagnosi prenatale precoce per talassemia che si può realizzare già alla settima settimana di gestazione contro le 15-16 settimane dell’amniocentesi e gli utili (circa 5 mila euro a prestazione), non vanno in tasca ai privati, ma alla Sanità pubblica. La struttura si occupa anche di terapia genica e ha dato la propria disponibilità ad ospitare all’interno del Campus il Centro regionale per le Biobanche”.

“Rispetto a questo piccolo gioiello siciliano – sottolinea Ferrandelli – assessorato e Azienda ospedaliera non hanno mai realizzato ciò che avevano promesso con la convenzione: nel vecchio reparto di Talassemia del Cervello i posti letto erano complessivamente 9 di cui 7 Day hospital e 2 di degenza ordinaria. Nel nuovo Campus i posti previsti per convenzione dovrebbero essere complessivamente 16 di cui 8 di Day Hospital e 8 di degenza ordinaria (di questi 8 posti 2 dedicati al trapianto di cellule staminali per il progetto di terapia genica per la guarigione dalla Talassemia). Ad oggi i posti attivi sono sempre gli stessi 9 di prima; nella convenzione si parla di attrezzature elettromedicali dedicate all’attivazione dei 2 posti letto destinati al trapianto di cellule staminali per la terapia genica e ad oggi non c’è nulla; la convenzione sottoscritta prevede che l’ospedale doti la struttura del personale necessario ad attivare al meglio la struttura stessa. Invece, come detto, i posti letto attivi sono sempre gli stessi”.

“Ad oggi – aggiunge Ferrandelli – mancano medici, infermieri, personale OTA, un amministrativo per far fronte all’incremento della mole di lavoro burocratico da svolgere. Questo rallenta il ricovero dei pazienti e quindi determina una lista di attesa molto più lunga. La convenzione prevedeva che la celocentesi venisse sviluppa e potenziata nel nuovo Campus. Anziché puntare su questa metodica, invece, l’ospedale taglia il personale ginecologico e non potenzia quello di biologi che porta avanti questa metodica. Trascurando anche la realizzazione di una campagna informativa ad hoc che porterebbe nuove coppie presso l’Azienda che diverrebbe così sempre di più Centro di riferimento nazionale”.

“A fronte di tutto ciò – conclude Ferrandelli – un ultimo dato salta agli occhi e deve far riflettere: i pazienti seguiti nel Campus sono 320. Prima della fusione tra Villa Sofia e Cervello erano 180 ed erano seguiti all’interno di una struttura che aveva difficoltà a contenerli. Con la fusione, il reparto di Talassemia di Villa Sofia è stato chiuso e i pazienti e il personale trasferito al Cervello. Cosa sarebbe successo se non ci fosse stato il campus ad accogliere 320 pazienti?”.

 

 

 

 


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