Salanitro e gli altri 142 Ecco i deportati catanesi

«Nell’odierna ricorrenza del Giorno della Memoria, nell’incentivare i cittadini catanesi, in specie le nuove generazioni, al ricordo, alla riflessione e al grido dell’affinché maipiù accada, a distanza di quasi 70 anni dai tragici avvenimenti, più che le generiche parole che possono risultare lontane, necessita dare dimensione, nome e viso ai martiri della deportazione nei Lager – Campi di sterminio nazisti». Così scrive Domenico Stimolo in una nota che ha inviato ieri alla nostra redazione. Anche noi siamo convinti dell’importanza di conoscere personalmente la storia anche solo di una dei milioni di persone (ebrei, rom, omosessuali, disabili, avversari politici, soldati) perseguitate dai nazisti.

Continua Stimolo: «Dei circa 44.500 italiani deportati, uomini donne, ragazzi e bambini, di cui 6740 ebrei in Italia e 1900 ebrei italiani nelle isole del Dodecanneso (esclusi gli I.M.I.- Internati Militari italiani – negli Stalag tedeschi, veri e propri Lager – Campi di lavoro forzato che fanno doloroso conto separato; parecchie migliaia i siciliani) – di questi poco meno di 5000 fecero ritorno -, 855 sono stati siciliani». I residenti nella provincia di Catania erano 143. Quasi tutti militari dell’esercito italiano che dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943 che non volendo piegarsi «al continuare della bieca ideologia e violenza dei nazifascisti che avevano scatenato la distruttiva guerra mondiale, parteciparono alla Resistenza, per la Lotta di Liberazione». Dei catanesi, in circa settanta morirono nei luoghi della sofferenza e della persecuzione, gasati nelle camere di morte e poi inceneriti, fucilati, di stenti e di fame.

I loro nomi li abbiamo grazie all’indagine effettuata nel corso dei decenni dalle Associazioni della Memoria, a partire dall’ANED, e da ricercatori storici, per ultima Giovanna D’Amico in I siciliani deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti. Leggeteli, sceglietene uno, provate a immaginare i suoi occhi, la sua vita, il suo tormento. E’ il modo migliore per non dimenticare quello che è stato e che non deve ripetersi.

Aliotta Sebastiano, Catania;
Barbagallo Giuseppe, Acireale;
Boscarelli Gaetano, Caltagirone;
Calì Vincenzo, Giarre;
Campo Agatino, Misterbianco;
Candella Giuseppe, Catania;
Caruso Alfio, Adrano;
Caruso Angelo, Misterbianco;
Cittadino Michele, Catania;
Consolo Alfio, Zafferana;
Corsaro Alfio, Catania;
Costanzo Angelo, Caltagirone;
D’ Amore Salvatore, Caltagirone;
D’Angelo Antonino, Catania;
De Corrado Giovanni, Caltagirone;
De Forte Vincenzo, Catania;
Di Francesco Nunzio, Linguaglossa;
Di Piazza Antonino, Bronte;
Di Prima Mario, Catania;
Dottorello Francesco, Caltagirone;
Emmanuele Rosario;
Felice Filippo, Catania;
Ferrara Giuseppe, Linguaglossa;
Firrarello Angelo, S.Cono;
Gagliano Antonio, Catania;
Galata Antonio, Motta S. Anastasia;
Gandolfo Salvatore, Vizzini;
Genovesi Concetto, Giarre;
Giuffrida Giuseppe, Catania;
Grasso Federico, Catania;
Greco Giuseppe, Linguaglossa;
Gulizia Giuseppe, Mineo;
Ingo Epifanio, Caltagirone;
La Marca Edoardo, Catania;
Landolina Giovanni, Caltagirone;
La Rosa Alfio, Catania;
La Rosa Venero, Belpasso;
Leone Girolamo, Caltagirone;
Leonardi Giuseppe, Zafferana,
Lo Faro Salvatore, Giarre;
Longo Alfio, Adrano;
Messina Salvatore, Mineo;
Milone Carmelo, Mineo;
Nicotra Luigi, Catania;
Papa Santo, Misterbianco;
Pesce Agatino, Motta S. Anastasia;
Porto Lorenzo, Catania;
Previti Luciano, Motta S. Anastasia;
Puglisi Vincenzo, S. Venerina;
Puglisi Leonardo, Riposto;
Pulvirenti Sebastiano, Acireale;
Rainieri Francesco, Catania;
Ramponi Angelo, Randazzo;
Salanitro Carmelo, Adrano;
Scalisi Antonino; S. Maria di Licodia;
Scuderi Gaetano, Misterbianco;
Severino Carmelo, Catania;
Sgroi Giuseppe, Catania;
Spampinato Francesco, Catania;
Stissi Giovanni, Adrano;
Torrisse Settimio, Catania;
Tranchida lino, Catania;
Tropellone Sebastiano, Acireale;
Vassallo Giuseppe, Catania;
Vasta Salvatore, Mascali;
Vecchio Salvatore, Catania;
Velardita Salvatore, Caltagirone;
Verdura Salvatore, Catania;
Villari Antonio, Trecastagni;
Zappalà Ignazio, Adrano.

Si aggiungono, poi, in maniera ancora non definitivamente certa: Olga Politzer, (Catania); Aronne Gaon, Clara Gaon, Rachela Gaon, Rosa Gaon tutti di Catania.

Tra questi, le biografie meglio conosciute sono quelle di Carmelo Salanitro, professore del liceo Cutelli di Catania, già condannato, il 28 ottobre 1941, a 18 anni di carcere dal Tribunale speciale per attività antifascista (perché lasciava bigliettini contro la guerra scatenata dal regime fascista), assassinato ad «un passo dalla libertà» il 24 aprile 1945 nel Lager di Mauthausen; e, Nunzio Di Francesco, sopravvissuto al Lager di Mauthausen (il partigiano Atos), morto pochi mesi fa, il 21 luglio 2011 a 87 anni. «Con le sue testimonianze nelle scuole sugli orrori dei Campi di sterminio – ricorda Stimolo – e l’accorato appello a difendere sempre Pace, Libertà e i valori fondanti dell’Italia impressi nella Costituzione, ha toccato il cuore di migliaia di studenti».

 

[Foto di Agati]


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