Rubrica/Il veterinario risponde. L’encefalite dei cavalli

Gentile Dr. Antonio Vella

Sono un allevatore di cavalli della provincia di Palermo, da qualche mese ho sentito della presenza di una malattia che causa un encefalite nei cavalli, desideravo avere maggiori delucidazioni, in particolare desideravo sapere se è letale per i cavalli e se può essere pericolosa per l’uomo causa . grazie in anticipo e buona giornata

Gentile lettore

L’encefalite di cui parla si chiama West Nile Disease, che come si intuisce è particolarmente presente nell’area del Nilo, è una malattia virale che prevalentemente colpisce i cavalli ma può manifestarsi in uccelli, roditori e anche se raramente nell’uomo. La malattia viene trasmessa tramite un vettore biologico invertebrato che è rappresentato da zanzare del genere Culex e meno frequentemente da zanzare di generi diversi (Aedes, Anopheles, Mansonia) e da numerosi altri artropodi. Anche gli uccelli migratori sono considerati vettori della malattia. La malattia negli equini normalmente insorge con atassia, per poi degenerare in paraplegia, tetraplegia, paralisi flaccida al labbro inferiore, coma e morte, in genere senza rialzo febbrile . I soggetti che guariscono riacquistano, in tempi più o meno lunghi, le normali funzioni sia statiche che dinamiche. In questo momento non esistono vaccini effettivamente efficaci, la prevenzione si basa essenzialmente su l’allontanamento delle zanzare vettrici, sulla ventilazione dei locali e sulla costante pulizia. Nell’uomo come prima detto raramente causa sintomatologia significativa anche se nel 1996 in Romania circa 350 persone sono state infettate alcuni di questi individui hanno manifestato febbre, aumento del volume dei linfonodi eruzioni cutanee, emicrania, meningite, encefalite, meningoencefalite, in 17 casi si è manifestato il coma e successivamente morte. Concludendo la West Nile disease è una malattia non molto presente in Sicilia, da circa un anno però sono stati segnalati casi in provincia di Trapani, Palermo e Agrigento, che non hanno manifestato sintomi anche se non sappiamo se alcune morti sospette sono da attribuire alla malattia, ai proprietari di cavalli consiglio di attivare tutte quelle azioni che consentono di allontanare le zanzare ed eventualmente denunciare subito al servizio veterinario competente per territorio, sintomi e morti sospette . L’andamento della malattia è endemico nel delta del Nilo, dove sono colpiti prevalentemente i bambini, mentre gli adulti risultano immuni. L’ultima epidemia osservata in Europa, e la prima di tali dimensioni, risale al 1996, in Romania, dove il virus è stato responsabile di malattia in più di 350 persone, rivelandosi letale in 17 casi. Tra gli animali, solo l’equino manifesta sintomatologia clinica, mentre casi di infezione sono stati osservati in numerose specie di uccelli e mammiferi selvatici. Gli uccelli sono considerati il principale vettore vertebrato del virus e le migrazioni sono la modalità più probabile di dispersione virale. Nell’uomo, la WN è responsabile di malattia clinica in una bassa percentuale degli individui infetti (0,2-0,3%). I sintomi, quando presenti, variano da febbre a linfadenopatia, rash ed emicrania a meningite, encefalite, meningoencefalite, coma e morte. Negli individui giovani la malattia decorre per lo più in forma sub-clinica o lieve. Gli unici fattori di rischio finora associati alla  malattia sono età e ipertensione. Non esiste vaccino.  Fino al 1998, nessun caso clinico o sierologicamente confermato di West Nile era mai stato segnalato sul territorio nazionale. La malattia esordiva con atassia, per poi degenerare in paraplegia, tetraplegia, paralisi flaccida al labbro inferiore, coma e morte (quasi sempre per eutanasia, su richiesta dei proprietari). In genere non si riscontrava febbre. Risultavano colpiti prevalentemente soggetti di sesso femminile, stressati da intensa attività sportiva o debilitati per altri motivi (parassitosi). I soggetti guariti hanno riacquistato, in tempi più o meno lunghi, le normali funzioni sia statiche che dinamiche.


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