Rocco Siffredi: “Con Berlusconi farei un film…”

“La vera pornografia è l’esercizio del potere. Vero sinonimo della politica che nel letto trova solo immediato sfogo alla più scadente delle perversioni. Dominare l’altro. Averlo in proprio possesso. Poter decidere del suo destino”.

Parola di Rocco Siffredi, re italiano dei film hard, che commenta i recenti scandali scoppiati nella sua regione. Le inchieste sui “rimborsi facili” toccano, infatti,  anche l’ Abruzzo. La procura della Repubblica di Pescara ha emesso 25 informazioni di garanzia, con invito a comparire, nei confronti del presidente della Giunta, Gianni Chiodi, di quello del Consiglio, Nazario Pagano e di altre 23 persone, tra assessori e consiglieri. I reati contestati sono truffa aggravata nei confronti della Regione Abruzzo, peculato e falso ideologico riguardo a rimborsi per una serie di missioni istituzionali.

Le storie sono simili a  quelle degli  scandali negli altri consigli regionali: biglietti aerei in business class pagati ai parenti, hotel di lusso senza motivazioni o più camere pagate mentre si era soli in missioni, pranzi luculliani, persino una bottiglia di barolo da 95 euro per l’ex assessore alla Cultura Luigi De Fanis. Sullo sfondo le solite storie di corna, tradimenti, vallette e mogli da tenere nascoste.

Siffredi ne parla con il Fatto Quotidiano: ” In Abruzzo purtroppo, come in molti altri luoghi distanti da metropoli o grandi agglomerati, la vista della figa può provocare allucinazioni”. E ancora: “Non siamo in Germania o in Olanda. Siamo  in Italia, un paese antimoderno. Il regno del bigottismo esasperato e della doppia morale. Che dopo aver peccato, il politico si debba mostrare contrito, puritano o ipocrita è persino banale. Fa parte del gioco”.

Poi il discorso finisce su un altro famoso amante delle virtù femminili: Silvio Berlusconi. Uno dei coinvolti nell’inchiesta avrebbe ospitato una ragazza in un albergo, chiedendo poi il rimborso per le spese di quella notte

Berlusconi – commenta Siffredi-ci avrebbe almeno risparmiato il particolare miserabile. I trecento euro, mamma mia. Rispetto a certi abissi, Berlusconi si è comportato con assoluta signorilità.  Avrei voluto fare un film con lui. Per ora non mi ha risposto ma non ho smesso di sperare.

L’hanno descritto come il principe dei perversi, ma francamente non credo abbia fatto così male, né penso che sia stato tra i nostri politici peggiori. Ha usufruito del potere, gli è piaciuto e si è fatto un po’ i cazzi suoi. Ma se mezza Italia femminile voleva attaccarsi alla sua tunica e l’altra metà sognava di essergli amante o fidanzata, di condannarlo, io non me la sento”.

 


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