Entra nel vivo il progetto di un nuovo stadio per la città di Palermo, che sia all’altezza delle ambizioni della squadra e delle regole imposte per la partecipazione a Euro 2032. Proprio nei giorni scorsi, infatti, è stato presentato il documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) stilato da Popolous, studio internazionale di architettura che […]
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Restyling dello stadio Renzo Barbera di Palermo: presentati i progetti
Entra nel vivo il progetto di un nuovo stadio per la città di Palermo, che sia all’altezza delle ambizioni della squadra e delle regole imposte per la partecipazione a Euro 2032. Proprio nei giorni scorsi, infatti, è stato presentato il documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) stilato da Popolous, studio internazionale di architettura che ha firmato alcuni degli stadi più importanti d’Europa. Come l’Etihad di Manchester, l’Emirates, Yankee Stadium e lo stadio del Tottenham. L’obiettivo è di iniziare i lavori entro il 2027 e chiudere i cantieri entro giugno del 2031. Il progetto, articolato in quattro diverse versioni, dovrà adesso essere discusso in consiglio comunale. Anche per questo, stamattina, è stata convocata dal presidente Giulio Tantillo la conferenza dei capigruppo, con cui si cercherà di indirizzare i lavori d’aula.
Le alternative progettuali
Il documento fornisce quattro diverse alternative con cui realizzare il restyling dello stadio Renzo Barbera. Tre si concentrano sulle modifiche allo stadio già esistente. La quarta, invece, propone la possibilità di utilizzare l’adiacente spazio dell’ippodromo per far nascere la nuova casa del Palermo City. Con un design che punta a offrire una struttura moderna: un punto di riferimento culturale, più che un semplice impianto sportivo. «Il punto nel quale sorge lo stadio risulta uno snodo strategico per la città di Palermo – scrive Popolous nel documento -. L’area può diventare così vero e proprio punto di incontro, letterale e metaforico, per la comunità di cittadini, tifosi e visitatori».
Seppure interessante, la proposta di ricostruire lo stadio Renzo Barbera nell’adiacente zona dell’ippodromo appare difficilmente realizzabile, per motivazioni sia tecniche sia burocratiche. Qui subentrano le due proposte che si concentrano solo sugli adeguamenti strutturali e funzionali: come la nuova copertura per tutti i posti a sedere, l’eliminazione delle vetrate divisorie e la creazione di nuovi accessi tra le diverse aree. Per rendere lo stadio un luogo attivo e fruibile, non solo nelle giornate delle gare, utilizzando gli spazi in modo flessibile e accogliendo diverse attività. Con l’obiettivo di garantire una presenza costante di funzioni sociali, sportive e ricreative, come eventi e concerti.
Mobilità, sostenibilità e inclusività
Secondo questa visione, dunque, la rigenerazione dell’area dello stadio esistente porterebbe spazi aperti alla comunità locale. Pensati per accogliere tutte le generazioni: aree dedicate alla formazione calcistica e all’educazione, luoghi culturali per arte e creatività, ambienti per il benessere psico-fisico e socialità. Strutture accessibili ogni giorno, in una sorta di parco aperto alla città, con la possibilità di attivare il quartiere e favorirne la rigenerazione urbana.
E lo studio di Popolous non manca di vagliare anche quali siano i mezzi di trasporto locali che possano servire chiunque voglia raggiungere il nuovo Barbera. Viene specificato, infatti, che oltre alla fermata del passante ferroviario De Gasperi, aperta a luglio 2024, l’area dello stadio sarà coperta in futuro da due linee del tram. La tratta A2, che collegherà l’area di via Croce Rossa al centro città, e la tratta E1, che interconnetterà la zona di viale del Fante alla stazione Francia.
Il tema della tutela ambientale ritorna anche per quanto riguarda i sistemi energetici, scelti per mettere in relazione produzione, distribuzione e gestione dell’energia. Un circolo virtuoso da realizzare con l’integrazione di fotovoltaico ed energie rinnovabili. Nello specifico, per migliorare l’efficienza energetica del campo si è pensato all’introduzione di superfici permeabili: necessarie a gestire le forti e improvvise piogge, sempre più frequenti, e il fenomeno dell’isola di calore, per cui le città registrano temperature sempre più alte.


