Regione valuta gestione dell’aeroporto di Reggio Potrebbe partecipare con l’Ast alla nuova gara

Nel futuro dell’aeroporto di Reggio Calabria potrebbe entrare la Regione Sicilia. Da qualche settimane alla Sogas, la società che gestisce lo scalo calabrese, l’Enac ha ritirato la concessione. Nelle prossime settimane quindi, l’ente nazionale per l’aviazione civile nominerà un commissario, decisione a cui dovrebbe seguire la pubblicazione di un bando trentennale per la gestione del Tito Minniti. Ed è qui che la Regione Sicilia starebbe pensando di entrare in gioco, attraverso la società Ast aeroservizi, controllata dalla partecipata Azienda siciliana trasporti. La stessa che, oltre a gestire una rete regionale di autobus, si è aggiudicata per 20 anni i servizi del piccolo aeroporto di Lampedusa

Il prossimo 9 marzo l’imprenditore messinese Massimo Finocchiaro, coordinatore provinciale del Megafono e fidatissimo consigliere del governatore Rosario Crocetta, si insedierà alla presidenza dell’Ast. Ma non si aspetta l’ufficialità del nuovo corso per muovere i primi passi verso l’eventuale partecipazione alla gestione dello scalo reggino. Attualmente l’aeroporto è ancora gestito dalla Sogas, la società a cui l’Enac ha revocato la concessione a fine febbraio, dopo un iter avviato a ottobre 2005, quando l’ente nazionale aveva preso atto della mancanza dei requisiti economici della società. Per mantenere la gestione, la Sogas avrebbe dovuto presentare un business plan con previsioni fino al 2042, così da andare oltre all’eredità degli esercizi precedenti e alle discrepanze tra i risultati ottenuti e quelli programmati. Ma l’Enac non ha ritenuto credibile la programmazione presentata dalla società reggina, ritenendola non capace di abbattere i costi, di portare avanti i lavori di riqualificazione e utilizzare le risorse. 

Una considerevole quota della Sogas è tutt’ora di proprietà della Provincia di Messina, che risulta però morosa rispetto alle quote di partecipazione e alla ricapitalizzazione. Ma il futuro dello scalo reggino potrebbe ancora essere legato a Messina. Gli interessi di imprese ed enti si sono già risvegliati. Senza dimenticare, poi, la possibilità di una società mista pubblico-privata che veda però l’ingresso di alcune realtà come l’Azienda siciliana trasporti. Sul possibile coinvolgimento dell’Ast aeroservizi l’assessore Giovanni Pistorio preferisce «non fare alcun commento» mentre il direttore dell’Enac, Vito Riggio, afferma di «non essere in grado di dire nulla al momento», aggiungendo che l’ente procederà a un bando di gara europeo, che potrebbe essere pubblicato entro settembre. Bisognerà valutare la reazione dell’Enac a un’eventuale proposta di società pubblica o mista, considerato che per i due principali aeroporto siciliani, Catania e Palermo, Riggio è sempre stato uno dei più convinti sostenitori di una privatizzazione. 

Per chi – come Amedeo Benigno, sindacalista della Fit Cisl – da tempo prova a chiedere chiarezza nei conti e nella gestione dell’Ast, questo interessamento è «paradossale». «Nella società la confusione è sovrana – spiega – da un mese c’è un nuovo presidente ma si deve eleggere il cda, e il socio unico che è la Regione ha rinviato per tre volte la scelta perché non c’è un accordo politico, ma così non si può parlare di futuro». Che, prima di un’eventuale gestione dell’aeroporto dello stretto, significa «comprare i nuovi autobus, fare un serio piano d’impresa, eliminare la duplicazione delle linee con i privati, ricostruire da capo l’azienda insomma». «Tutte cose – continua Benigno – che Crocetta aveva promesso nel luglio del 2014 ma che non sono mai state fatte. Come si può pensare di partecipare alla gestione di un aeroporto con tanta confusione?».  


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