Regione, Lombardo non si dimette subito

18maggio2012. Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, non si dimette. Non subito, almeno. Ma si accinge a rilanciare. Ovvero ad avviare il rimpasto della sua giunta. Questo dovrebbe emergere dalla conferenza stampa che sta per iniziare a Palazzo d’Orleans, la sede della presidenza della Regione siciliana. Mentre scriviamo apprendiamo che le dimissioni dovrebbero arrivare il prossimo 28 luglio.

Lombardo non ha alcuna intenzione di dimettersi subito per ‘salvare‘ Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia, i due dirigenti del Pd che vorrebbero il suo ‘scalpo’ in tempi brevissimi per cercare di rifarsi la ‘verginità’ e salvarsi il prossimo 27 maggio, quando si riunirà l’assemblea regionale del Pd siciliano. Dove c’è tutta l’intenzione di ‘sfiduciare’ loro due – cioè gli stessi Cracolici e Lumia – considerati i responsabili della disfatta elettorale del Partito democratico a Palermo.

Ma accanto alla disfatta di Palermo c’è la crisi del Pd siciliano, un partito con un’immagina che definire appannata è un eufemismo. E se Cracolici e Lumia sono i protagonisti di primo piano dei quattro anni di governo con Lombardo, dietro ci sono altri dirigenti che hanno sempre appoggiato – non ‘gratuitamente’ – questa alleanza. E sono, nell’ordine, Salvatore Cardinale detto Totò, Nino Papania, Francantonio Genovese, Benedetto Adragna e pezzi sparsi della Cisl siciliana. In pratica, tutta la cosiddetta ‘banda dell’Avviso 20, ovvero i dirigenti del Pd dell’isola direttamente interessati al grande business della formazione professionale.

E’  anche su di loro – e non soltanto su Cracolici e Lumia – che si concentrano le critiche di gran parte del Pd siciliano e, soprattutto, di una base delusa che ha già abbandonato il partito. Ed è anche logico: da tre anni e forse più la base del Pd siciliano – e anche una minoranza del partito – chiede la celebrazione del referendum per decidere democraticamente la partecipazione o meno del Pd al governo Lombardo. Ma Cracolici, Lumia e compagnia bella hanno imposto di prepotenza la loro linea politica ‘governativa’ che si è dimostrata fallimentare in termini di governabilità della Sicilia e di consenso elettorale. Consenso che, infatto, il Pd siciliano ha perso.

Ora, vista -come si direbbe dalle nostre parti – ‘a carta maluppigghiata, sono stati improvvisamente presi dalla fretta di mettere in crisi il governo che loro stessi hanno tenuto in piedi per quattro anni.

Difficile capire, in questa fase politica confusa che cosa farà l’Mpa. Si sa, ad esempio, che il senatore Giovanni Pistorio è stato sempre l’interlocutore privilegiato dei Cracolici e Lumia. Ed è probabile che lo sia anche in questa fase. L’obiettivo di Cracolici, Lumia e di tutta la ‘banda dell’Avviso 20’, dovrebbe essere quella ‘mollare’ Lombardo al suo destino e andare alle elezioni con uno schieramento di centrosinistra.

Nella testa di Cracolici, Lumia e dei componenti della ‘banda dell’Avviso 20’ , in questa alleanza dovrebbero ritrovarsi: quello che resterà dell’Mpa (anche se Lino Leanza, che è l’unico che ha alle spalle il vero consenso elettorale nel Movimento per l’autonomia non sembra particolarmente entusiasta della linea Pistorio), l’Udc di Giampiero D’Alia e un altro po’ di ‘frattaglie’ che il Pd ipotizza di raccogliere qua e là (ma D’Alia sarebbe veramente interessato a tale ipotesi?). Ovviamente, il Pd – sempre di Cracolici, Lumia e della ‘banda dell’Avviso 20’ – pensa anche di ‘intrappolare’ in qualche modo il futuro sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

I problemi di Cracolici, Lumia e della ‘banda dell’Avviso 20’ sono, grosso modo, due.

Il primo problema è che Lombardo non si vuole dimettere subito e, di conseguenza, bisognerà aspettare il 28 luglio. E qui i giochi potrebbero complicarsi.

Il secondo problema è che i dirigenti del Pd siciliano, che fino ad oggi hanno sopportato Cracolici, Lumia  la ‘banda dell’Avviso 20’, potrebbero prendere il coraggio e mettere in minoranza questi personaggi che, alla fine, hanno arrecato un gravissimo danno d’immagine al partito, imponendo, per quattro anni, la partecipazione ad un governo inesistente sotto il profilo amministrativo e caratterizzatosi solo per operazioni di potere.

Lombardo, intanto, come detto all’inizio, non chiude la partita adesso. E potrebbe procedere con un rimpasto della giunta. Martedì prossimo dovrebbe uscire di scena, tra gli altri, l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, che verrebbe sostituito da Riccardo Savona.

Armao dovrebbe andare ad occupare la poltrona di numero uno dell’Irfis FinSicilia.

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