Ragusa, Musumeci si rifiuta di tagliare il nastro «Non inauguro impianto già inaugurato nel 2009»

«Non inauguro impianti già inaugurati». Nel tour ibleo del presidente Nello Musumeci c’è pure un no. Si rifiuta di tagliare il nastro dell’impianto di compostaggio che da domani entra in funzione, una struttura che Ragusa aveva già visto inaugurare nel 2009 ma mai in questi anni è entrata in funzione. E cosi Musumeci, spiazzando i presenti, ha deciso di non effettuare il taglio ma di rimuovere il nastro: «Dobbiamo chiedere scusa ai ragusani – ha affermato Musumeci – perché per quasi dieci anni questo centro non è mai stato utilizzato, quindi non facciamo tagli, non facciamo nastri, non facciamo niente! Cerchiamo di capire, invece, come possiamo utilizzarlo».

Il taglio c’era stato invece il 19 ottobre 2009, ad opera dell’allora sindaco di Ragusa Nello Di Pasquale, in quel momento esponente di Forza Italia oggi deputato regionale del Partito democratico, quando governatore era Raffaele Lombardo. In effetti la realtà già in quei giorni era evidente. Il giorno dopo quell’inaugurazione, Gianni Iacono, attuale assessore comunale e allora coordinatore provinciale dell’Italia dei valori, denunciava: «Si è inaugurato il nulla». E in effetti da allora il Comune di Ragusa, così come gli altri della provincia, hanno continuato a sostenere le spese per trasportare i rifiuti organici fuori dai confini iblei, fino a Grammichele. Mentre l’impianto ragusano è rimasto incompleto e pian piano in abbandono. Rimetterlo in funzione rientra nella strategia del governo Musumeci che punta sull’autosufficienza di ogni provincia sul versante impianti. Obiettivo ancora lontano.   

La visita istituzionale di Musumeci nel Ragusano era iniziata stamattina con la tappa di Comiso, dove ha inaugurato la bretella di collegamento tra l’aeroporto e la Strada statale 514 Ragusa-Catania, una delle prime opere pubbliche realizzate con i fondi ex Insicem. I lavori per realizzare la nuova bretella lunga più tre chilometri sono durati 18 mesi e la ditta aggiudicataria li ha completati secondo i termini contrattuali. I lavori a base d’asta hanno avuto un importo complessivo di 9 milioni e 201mila euro con un finanziamento a valere sui fondi ex Insicem e l’appalto aggiudicato dall’Urega di Ragusa ha avuto un ribasso del 52 per cento. L’importo del contratto, al netto del ribasso, in relazione ai lavori affidati è stato determinato in 4 milioni 683mila euro.


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