Nipote della mamma del latitante, l'imprenditore di Castelvetrano si è visto confiscare aziende, ville e terreni. Secondo il pentito Cimarosa «ha sempre tenuto i contatti con Cosa nostra trapanese per conto di Matteo Messina Denaro e aveva rapporti con tutti i capimafia della provincia». Dal carcere dava indicazioni alla moglie