Per 14 anni Ninetta Burgio ha atteso di poter seppellire il figlio cresciuto «nel rispetto dei valori della solidarietà, dellaccoglienza e della legalità». Un ragazzo strappato alla vita dai suoi coetanei, vittime a loro volta dei crudeli disegni della mafia. La storia del niscemese, ucciso e sepolto in un bosco perché aveva assistito ad un'intimidazione mafiosa e ne aveva riconosciuti gli autori, raccontata durante il passaggio della Carovana antimafie in Sicilia da chi si è impegnato a tutelare il suo ricordo. Guarda il video