Processi condizionati, indagati altri due magistrati Sono ex pm di Siracusa, Longo sotto interrogatorio

Ci sarebbero altri due magistrati indagati nell’inchiesta della procura di Messina che ha coinvolto l’ex pm di Siracusa Giancarlo Longoarrestato martedì con le accuse di corruzione, associazione a delinquere e falso. Si tratta del sostituto procuratore Marco Di Mauro e dell’ex pm Maurizio Musco, già condannato per abuso d’ufficio con sentenza definitiva in altro procedimento. Secondo quanto riferisce l’Ansa, sarebbero indagati anche l’avvocata Ornella Ambrogio e il suocero di Longo, accusato di riciclaggio. Longo da alcune ore è interrogato nel carcere di Poggioreale, dove si trova.

Musco e Di Mauro, nei cui confronti sono state effettuate perquisizioni, hanno ricevuto l’avviso di garanzia nei giorni scorsi. Secondo i pm di Messina, Longo, in cambio di denaro e regali, avrebbe pilotato una serie di indagini per favorire i clienti di due avvocati siracusani: Piero Amara, che è anche legale dell’Eni, e Giuseppe Calafiore, che è latitante a Dubai. Emblematiche per capire il sistema creato sono le vicende legate al centro commerciale Fiera del Sud di Siracusa e alla discarica Cisma di Melilli. O ancora il presunto tentativo di depistaggio delle indagini della Procura di Milano sui vertici dell’Eni. 

A proposito di quest’ultimo filone di indagini, il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano avrebbe accertato, al momento, che il prezzo dell’attività di depistaggio sarebbe stato di 100mila euro, in assegni e bonifici anche sui conti del cognato. A tanto ammonta la somma che Massimo Gaboardi, il tecnico petrolifero arrestato due giorni fa e che ha reso dichiarazioni all’ex pm di Siracusa Longo, avrebbe ricevuto da Alessandro Ferraro, collaboratore dell’avvocato Pietro Amara. Come emerso dall’inchiesta del procuratore aggiunto di Milano Laura Pedio, che vede indagato anche Massimo Mantovani, ex capo ufficio legale e dirigente Eni, colui che avrebbe dato indicazioni ad Amara per il depistaggio, Gaboardi avrebbe ricevuto i soldi dalla fine del 2014 in assegni e bonifici.

Articolo deindicizzato su richiesta di diritto all’oblio da parte di Giancarlo Longo.


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