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Latitante catanese arrestato dopo oltre 10 anni in Abruzzo: aveva l’identità di un morto

Si nascondeva dietro l’identità di un uomo deceduto nel 2020, ma il latitante catanese è stato arrestato in provincia di Chieti. Convinto che i suoi trascorsi con la giustizia fossero ormai un capitolo chiuso in qualche fascicolo impolverato, la sua lunga fuga si è interrotta bruscamente oggi a Ortona, in Abruzzo.

Il latitante catanese arrestato in Abruzzo

I carabinieri dei nuclei investigativi di Milano, Chieti e Teramo, in stretta sinergia con i militari locali, hanno arrestato un 57enne originario della provincia di Catania, irreperibile dal 2015. Sul capo dell’uomo pendeva un ordine di carcerazione definitivo emesso dall’ufficio esecuzioni penali della procura del Tribunale di Bologna. L’ormai ex latitante catanese arrestato in Abruzzo deve scontare una pena residua di 19 anni di reclusione.

Dalla rapina al sequestro di persona

I reati che gli vengono contestati sono stati commessi in diverse regioni d’Italia tra il 1990 e il 2010. Si tratta di rapina aggravata, sequestro di persona, porto abusivo di armi, detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Per oltre un decennio, il latitante era riuscito a far perdere le proprie tracce varcando i confini nazionali e trovando rifugio all’estero. A stringere il cerchio attorno al fuggitivo sono stati gli uomini della quarta sezione del nucleo investigativo dei carabinieri di Milano. Attraverso un’attività d’indagine, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la rete di spostamenti del latitante catanese arrestato. Localizzandolo prima in Germania e, successivamente, in Spagna.

L’identità rubata a un uomo morto

Per muoversi liberamente ed eludere i controlli di polizia alla frontiera, il 57enne utilizzava documenti contraffatti di altissima fattura, intestati a un cittadino italiano morto qualche anno fa. La cooperazione internazionale si è rivelata decisiva. La cooperazione tra i carabinieri e il grupo localización fugitivos della polizia nazionale di Barcellona (in Spagna) ha permesso di monitorare ogni movimento del latitante sul territorio iberico. Sotto l’egida di un mandato di arresto europeo spiccato dalla magistratura bolognese.

Il passo falso decisivo

Seguito nei suoi spostamenti oltreconfine, l’uomo ha commesso il passo falso decisivo. Rientrare temporaneamente in Italia. I carabinieri, che non lo hanno mai perso di vista, hanno intercettato la sua presenza in Abruzzo, registrando i suoi ultimi movimenti proprio nella cittadina di Ortona. Oggi è scattato il blitz definitivo. Gli investigatori lombardi, supportati sul campo dai colleghi dei comandi provinciali di Chieti e Teramo, hanno circondato l’area e bloccato l’uomo. Che non ha avuto nemmeno il tempo di accennare a una reazione. Per il 57enne si sono spalancate le porte del carcere


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