Principe Umberto, bagni inagibili e con il numeretto «I compagni con handicap costretti a salire le scale»

Continuano i disagi per gli studenti e le studentesse del liceo scientifico Principe Umberto di Catania. Dopo il distacco di alcuni calcinacci durante una lezione di educazione fisica e il crollo della copertura del tetto a causa di una grandinata, adesso il problema riguarda i servizi igienici. «Si è otturata la colonna di scarico dei bagni femminili. Per loro i servizi sono inagibili in tutti i piani, non funzionano», racconta uno dei rappresentanti degli studenti, Vincenzo Santanocito. Così le ragazze sono state dirottate in quelli riservati agli studenti di sesso maschile. «A volte i ragazzi si dimenticano che per ora non è più riservato a loro, così entrano senza pensarci», continua. Una questione logistica, ma anche di tempi. «Siamo in 1700 alunni e alla ricreazione dobbiamo fare come dal macellaio, con i numeretti», spiega con un pizzico di ironia il rappresentante.

Da qualche tempo la ricreazione – «dieci minuti in tutto» – diventa una corsa ad accaparrarsi il bagno prima dei compagni di classe. Una gara che vede protagonisti anche i ragazzi di un’altra delle strutture del Principe Umberto. «La scuola è composta da un edificio principale e due ali – precisa Santanocito – In una i servizi funzionano entrambi, ma in un’altra sono fuori uso sia quelli maschili che femminili». E i disagi si estendono agli alunni portatori di handicap o a quelli con problemi fisici momentanei, «costretti a spostarsi all’aperto anche con la pioggia e a salire le scale per andare nel bagno della centrale». 

Il guasto alla colonna di scarico risale ormai a diversi giorni. A dover intervenire è la Provincia. «Abbiamo presentato delle lamentele – afferma Santanocito -, ci hanno detto che provvederanno. Anche la preside ha inviato le comunicazioni, ma pure lei non ha avuto risposta». Ai problemi per le file, si aggiungono quelli per le condizioni igieniche dei servizi. «Sia per il guasto che per il continuo via vai, gli odori provocano disagi nelle classi vicine ai bagni». 

Santanocito non può trattenere l’amarezza per le condizioni in cui versa la struttura. «Sono in molti a pagare il contributo volontario destinato a migliorare i servizi – sottolinea – Siamo una scuola pubblica senza bagni. E questa sarebbe la buona scuola che vuole Matteo Renzi». 


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