Primarie 2022 del Fronte progressista finaliste a premio internazionale come «iniziativa che migliora la vita delle persone». Avranno letto male

In un celebre sketch televisivo, il comico Raul Cremona chiedeva al pubblico: «Cosa sto facendo? Niente, ma lo sto facendo molto bene». Una massima che in politica potrebbe essere riciclata nei modi più disparati, per una pratica incredibilmente diffusa tra scranni e sedi di partito che talvolta viene persino premiata. È il caso delle primarie del fronte progressista. No, non quelle – tra l’altro nemmeno ventilate – per le amministrative di Catania, ma le elezioni interne andate in scena lo scorso anno, quando a Centrosinistra (o giù di lì) si era in cerca di un candidato capace di unire la nuova coalizione. Candidato che è stato trovato in Caterina Chinnici, vittoriosa su Claudio Fava e Barbara Floridia, ma a cui non è stata nemmeno concessa una coalizione, vista la frattura all’indomani tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle, andati al voto con due distinti candidati alla presidenza ed entrambi usciti sconfitti dalle urne.

Ebbene, le primarie del campo progressista 2022 sono state inserite tra gli otto progetti finalisti del premio internazionale The Innovation in Politics Awards, che ogni anno premia i migliori progetti di buona politica su 337 presi in considerazione in tutta Europa. «Il progetto “Primarie Siciliane del Campo Progressista“, volto a rendere il processo elettivo delle primarie siciliane sicuro e verificabile online – si legge nella nota di Noesis, partner per l’Italia di The innovation politics instituteè stato scelto quale finalista per categoria “Innovazioni delle Organizzazioni politiche”». The Innovation in Politics Institute, di cui Noesis è partner per l’Italia, promuove annualmente il premio, giunto alla sesta edizione. Ma la cosa interessante in questo caso, sotto l’aspetto politico almeno, è un’altra: «La giuria ha selezionato 80 finalisti (dieci per ciascuna delle otto categorie) – si legge ancora – che parteciperanno al convegno e al gala dell’11 maggio al Palazzo della Cultura di Varsavia (in Polonia), che decreterà i vincitori e a cui presenzieranno più di 500 ospiti importanti dal mondo politico, economico e culturale di tutta Europa». Chissà chi andrà a presenziare per il fu fronte progressista, se il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo, il referente pentastellato Nuccio Di Paola o Claudio Fava. O magari tutti e tre.

In effetti, le primarie del 2022 sono state innovative sotto molti punti di vista, a partire dallo strumento del voto online sulla piattaforma SkyVote, con tanto di sistema di sicurezza perché non ci fossero voti duplicati, fino alla campagna elettorale all’americana, con domande incrociate e valutazioni su temi cruciali, affrontati sul territorio, ogni volta in un centro diverso. Il punto è che il premio nasce per con lo scopo di «valorizzare e far conoscere le iniziative che migliorano la vita delle persone grazie all’innovazione e a un approccio positivo alla politica» e in questo caso, visto il tristissimo epilogo della vicenda, l’ininfluenza del voto e la sconfitta alle Regionali, probabilmente non è migliorata la vita proprio di nessuno. A parte forse di Claudio Fava, che ha lasciato la prima linea dell’impegno politico dopo la non elezione e probabilmente ora è lecito pensare che abbia più che qualche grattacapo in meno.


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