Prima di parlare è bene documentarsi

Preside Pioletti, cosa ribatte al ragazzo che ha raccontato la sua esperienza alla selezione dei lettori di lingua spagnola?

Ma io non ho nulla da ribattere, nel senso che non entro nel merito dell’andamento della selezione che spetta alla Commissione nominata dall’Ateneo, dal Direttore Amministrativo. I componenti vengono segnalati dal preside – cioè da me-  e sono uno per area linguistica. La Commissione è sovrana, io non ne ho fatto parte e quindi non entro nel merito dei lavori della Commissione, anche se posso assicurare che le nostre Commissioni hanno lavorato col massimo dello scrupolo. Tra l’altro non capisco perché questo giovane che ha scritto la lettera e ha partecipato alla selezione si meravigliava che i risultati ci fossero già l’indomani mattina; c’è una Commissione che lavora e non si capisce di cosa si lamenti. Desidero invece chiarire alcune questioni che riguardano il contesto della situazione dei lettori perché in questa lettera ci sono molte inesattezze dovute a mancanza di informazioni.
Primo punto: la situazione dei lettori è una situazione quanto mai complessa e al centro di una vertenza endemica degli Atenei italiani, perché nonostante il vigente contratto collettivo nazionale di lavoro ogni Ateneo si è mosso come ha ritenuto più opportuno. Esistono i lettori a tempo indeterminato, poi per le esigenze delle facoltà sono previsti questi contratti a tempo determinato. L’Ateneo di Catania – col mio voto contrario in Senato Accademico- ha deciso che i bandi vanno fatti ogni anno, e ogni anno c’è il bando per i contratti a tempo determinato. Io ho votato contro perché il contratto nazionale di lavoro prevedeva che il contratto si desse per un anno rinnovabile per altri due, però l’Ateneo ha deciso così… Quindi questo spiega perché ogni anno c’è questo bando. Ovviamente c’è un anno in cui vincono dei lettori che hanno il contratto a tempo determinato. Che poi di solito si ripresentano all’anno successivo. Ma è la commissione che decide.

Se quindi questi lettori si ripresentano non c’è motivo di cambiare.
 
No, a meno che non si presenti qualcun altro che dimostri  – per titoli o per merito- di essere superiore a quelli che c’erano. Evidentemente la commissione ha ritenuto che in questo caso chi si è presentato non fosse migliore di chi già c’era.
Il contesto quindi è questo, ed è una vertenza endemica perché io e anche la Conferenza Nazionale dei Presidi di Lingue abbiamo espresso più volte  l’orientamento che questa situazione dei lettori vada del tutto risolta con una normativa nuova, diversa, perché ormai c’è una jungla in tutti quanti gli Atenei. Non possono essere i tribunali a fare cose che spettano all’autonomia delle Università. E’ un problema che noi abbiamo avvertito molto e sul quale io in prima persona ho avuto una grandissima sensibilità.
Secondo: io posso aggiungere che la mia posizione e anche di una parte dei Presidi delle facoltà di Lingue è contro i contratti a tempo determinato, perché io sono contro il lavoro precario. I lettori non sono dei docenti, ma nemmeno personale tecnico-amministrativo, come figurano oggi. Ma quindi andrebbe creata una nuova figura che si può chiamare assistente di lingue, insegnante di lingue, ma questo cozza come è ben noto con quello che sono le linee che le classi dirigenti in Italia oggi seguono.
Bisogna avere dunque questo quadro prima di esprimere giudizi leggeri, quali ha espresso nel pieno dei suoi diritti questo ragazzo.
Inoltre devo dire che i nostri docenti si sono sempre comportati col massimo scrupolo. Delle disfunzioni gravi che ci sono nel campo della gestione dei lettori madrelingua gli ultimi responsabili sono i docenti della facoltà di Lingue. Non c’entrano nulla (come aveva fatto intendere la lettera del ragazzo, nda).
Nel merito dei lavori della Commissione di una cosa sono certo, che pastette- come un po’ lascia intravedere quella lettera- sono sicuro che non ce ne siano state. Io conosco la serietà dei nostri docenti.
Quindi prima di parlare è bene documentarsi attenatemente.

Questa risposta del Preside Pioletti segue la lettera inviata da un aspirante lettore che aveva partecipato alla selezione e che ci aveva mandato le sue impressioni in una lettera: Giri di parole


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