Operazione congiunta di polizia e carabinieri a Canicattì, nell’Agrigentino, contro un presunto sistema di distribuzione illegale di acqua destinata a privati e attività commerciali. Su disposizione dell’autorità giudiziaria sono state sequestrate 16 autobotti e due pozzi abusivi, mentre risultano 22 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla procura di Agrigento. Acqua prelevata da pozzi clandestini Le […]
Canicattì, acqua contaminata distribuita con autobotti abusive: 22 indagati
Operazione congiunta di polizia e carabinieri a Canicattì, nell’Agrigentino, contro un presunto sistema di distribuzione illegale di acqua destinata a privati e attività commerciali. Su disposizione dell’autorità giudiziaria sono state sequestrate 16 autobotti e due pozzi abusivi, mentre risultano 22 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla procura di Agrigento.
Acqua prelevata da pozzi clandestini
Le indagini, avviate tra marzo e aprile 2026 attraverso controlli sul territorio, avrebbero portato alla luce un sistema organizzato di approvvigionamento e distribuzione idrica privo delle necessarie autorizzazioni. Secondo gli investigatori, l’acqua veniva prelevata quotidianamente da due pozzi clandestini situati nel territorio di Canicattì, non censiti e privi delle previste garanzie igienico-sanitarie, per poi essere trasportata e venduta a domicilio.
Batteri e microrganismi nelle cisterne
Determinanti per l’inchiesta sono stati gli accertamenti eseguiti dall’Asp, che avrebbero rilevato nelle cisterne delle autobotti la presenza di batteri e microrganismi potenzialmente pericolosi per la salute umana. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell’esercizio del commercio.