Sempre più persone che risiedono nella diocesi di Palermo chiedono aiuto alla Caritas. Il dato, in estrema sintesi, è contenuto nel report Volti incontrati, presentato ieri dalla Caritas diocesana di Palermo. Sotto la lente d’ingrandimento il biennio 2023/2024 in un contesto in cui anche le realtà parrocchiali hanno risentito di una riorganizzazione generale. All’interno della […]
Affitti insostenibili e lavoro fragile: i numeri della Caritas sulla povertà a Palermo
Sempre più persone che risiedono nella diocesi di Palermo chiedono aiuto alla Caritas. Il dato, in estrema sintesi, è contenuto nel report Volti incontrati, presentato ieri dalla Caritas diocesana di Palermo. Sotto la lente d’ingrandimento il biennio 2023/2024 in un contesto in cui anche le realtà parrocchiali hanno risentito di una riorganizzazione generale. All’interno della diocesi di Palermo sono 85 le realtà che svolgono un servizio strutturato di ascolto e assistenza per le persone in difficoltà. A questa rete si aggiungono 113 centri d’aiuto, ovvero quelle chiese che si impegnano a garantire una distribuzione di beni materiali ed alimentari per il sostegno dei bisognosi. «Le parrocchie segnalano situazioni familiari sempre più complesse – si legge nel report – E si ha sempre più la consapevolezza che la distribuzione di aiuti materiali quali alimenti, vestiario, può certamente rappresentare una delle modalità
di incontro e sostegno, ma non sufficiente».
I volti incontrati

Nel biennio 2023-2024 la Caritas diocesana di Palermo ha intercettato oltre duemila persone in difficoltà, fotografando un disagio sociale in continua trasformazione. Attraverso il sistema di monitoraggio Ospoweb, nel 2023 sono state registrate 1.034 richieste di aiuto, salite a 1.124 nel 2024. A colpire è soprattutto l’elevata percentuale di nuovi accessi: più della metà delle persone incontrate non aveva mai avuto contatti con i centri diocesani nei cinque anni precedenti. Nel 2023 i nuovi utenti sono stati il 52,9 per cento, quota confermata anche nel 2024 con il 51,1 per cento.
Non si tratta sempre di nuovi poveri, ma spesso di cittadini che si sono rivolti alla Caritas per fronteggiare difficoltà improvvise o per la sospensione di sostegni pubblici. Le situazioni, in molti casi, non si risolvono nel breve periodo e tendono a protrarsi nel tempo. Cresce lievemente anche il numero di persone già incontrate l’anno precedente, mentre resta stabile la fascia di chi torna a chiedere aiuto dopo anni di autonomia. Sul piano demografico non emerge una netta differenza di genere, con una sostanziale parità tra uomini e donne nel 2024. Quanto alla provenienza, prevalgono gli italiani, in aumento rispetto all’anno precedente, con una presenza femminile particolarmente significativa.
La povertà a Palermo tra istruzione bassa e lavoro fragile
Il profilo delle persone incontrate dalla Caritas diocesana di Palermo nel biennio 2023-2024 evidenzia un livello di istruzione mediamente basso: il 77,5 per cento si ferma alla licenza media. Nonostante ciò, i bisogni formativi emergono raramente durante i colloqui di ascolto. Dalle testimonianze raccolte dagli operatori dei centri diocesani, la formazione è percepita soprattutto come un investimento per l’istruzione dei figli, più che come uno strumento di crescita personale o professionale.
Sul fronte occupazionale il quadro appare altrettanto fragile: quasi la metà delle persone ascoltate, il 49,9 per cento, è disoccupata, mentre il 26,5 per cento dichiara di svolgere il ruolo di casalinga. Solo il 10,4 per cento risulta occupato e appena il 3,4 per cento ha un lavoro dipendente, spesso caratterizzato da forme atipiche o irregolari. Tra i bisogni segnalati emerge anche l’insufficienza della retribuzione, indicata dall’8 per cento degli intervistati. Alla precarietà economica si affiancano difficoltà che incidono sulla vita familiare: i problemi legati alla gestione della casa rappresentano il bisogno più frequente, seguiti dalle criticità sanitarie e da quelle relazionali, tra separazioni, conflitti di coppia e fragilità personali, comprese situazioni di dipendenza e questioni giudiziarie.
Emergenza casa tra affitti insostenibili e nuove marginalità
La condizione abitativa si conferma come la criticità più diffusa tra quelle intercettate dai centri di ascolto della Caritas diocesana di Palermo. A pesare maggiormente sono le situazioni di insolvenza nei canoni di locazione e il rischio di perdere l’abitazione. Nel 2024 il 76,3 per cento delle persone incontrate vive in affitto, con una prevalenza crescente del mercato privato: il 51 per cento affitta da privati e il 25,3 per cento da enti pubblici. Emergono difficoltà abitative anche tra chi possiede una casa di proprietà, pari al 13,7 per cento, spesso alle prese con il pagamento del mutuo o con il concreto rischio di perdere l’alloggio. Un quadro che ricalca quello del 2023, con l’unica variazione rappresentata dall’aumento di situazioni di comodato d’uso.
L’emergenza casa ha assorbito una parte significativa delle risorse Caritas: nel solo 2024 sono stati segnalati 471 interventi, in gran parte legati a debiti per utenze, affitti e mutui. Oltre il 67 per cento delle risorse è stato destinato a questo ambito, con il 36 per cento impiegato per il pagamento di utenze o tasse e il 31 per cento per sanare morosità sugli affitti. Accanto a queste difficoltà si aggrava anche la marginalità estrema: il 17,6 per cento delle persone seguite vive in condizioni di grave esclusione sociale o senza dimora, tra centri di accoglienza, sistemazioni di fortuna, auto, abitazioni inadeguate o soluzioni temporanee presso amici e parenti.