Porcellum, Celentano spara sulla Consulta I perché del no al referendum elettorale

Ieri sera Adriano Celentano, dal palco del festival di Sanremo, in lungo monologo che farà parlare molto nei prossimi giorni, ha toccato numerosissimi argomenti. In più di un’ora – scatenando il disappunto dei cantanti in gara – sono stati molti i temi di attualità affrontati. Dai quotidiani di ispirazione cattolica – bollati come “inutili” – alle dinamiche che hanno portato all’allontanamento di Michele Santoro dalla Rai, dall’avvicendamento Berlusconi-Monti ai licenziamenti e alla pena di morte.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=PwU43a4MKg0[/youtube]

Qualche battuta, in quello che è stato definito un sermone, è stata riservata anche alla bocciatura del referendum che avrebbe abolito la legge Porcellum. «Di Pietro, Parisi, Segni hanno raccolto un milione duecentomila firme che la Consulta ha buttato nel cestino – ha affermato Celentano – C’è qualcosa che non va: o è la Consulta che sbaglia o bisogna cambiare vocabolario» perché il potere in democrazia spetta al popolo.

Proprio pochi giorni fa la redazione di Quattrogatti.info ha spiegato le ragioni della Corte costituzionale. Riprendiamo la loro infografica che spiega nel dettaglio la tanto contestata sentenza.

La bocciatura del referendum elettorale – ragioni e prospettive

View more PowerPoint from Quattrogatti.info


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Inserirsi per la prima volta nel mondo del lavoro. O tornarci, aggiornando le proprie competenze e qualifiche professionali. L’obiettivo occupazione si fa concreto in alcuni settori e territori, con una domanda di personale qualificato che continua a crescere. E, adesso, è raggiungibile con un nuovo strumento: l’avviso 1 POC 2026 della Regione, per la realizzazione […]

Negli ultimi anni il settore agricolo ha vissuto una trasformazione profonda. Non solo nei campi, ma nel modo stesso in cui le aziende agricole devono ragionare, seguite da una consulenza altrettanto agile. Chi lavora ogni giorno accanto a queste realtà lo vede chiaramente: produrre bene, oggi, non basta più. Bisogna confrontarsi con energia, sostenibilità economica, […]