Niente spending review fino al primo gennaio 2027 per la società Stretto di Messina spa, che dovrebbe gestire i lavori di realizzazione del ponte sullo Stretto. A prevederlo è un emendamento della Lega al decreto Milleproroghe in discussione nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera che è presente nel fascicolo dei segnalati. La proposta di modifica a prima firma di Elena Maccanti e sottoscritta da altri 12 colleghi ha la finalità di «assicurare, nella fase di avvio dell’operatività, l’efficace svolgimento delle attività e di agevolare il perseguimento delle finalità attribuite dalla legislazione vigente».
E prontamente servita è la polemica: «Con Salvini ministro delle Infrastrutture non c’è mai fine al peggio. Alle disposizioni in materia di contenimento della spesa pubblica sono soggetti tutti gli enti e i soggetti indicati nell’elenco Istat delle amministrazioni pubbliche – replicano i deputati M5s delle commissioni Infrastrutture e Trasporti, tra cui il siciliano Luciano Cantone – La riesumata società incaricata di avviare i lavori sul Ponte avrà un plafond di spesa pressoché illimitato grazie a Salvini, sempre più convinto a voler far pagare agli italiani 12 miliardi per i suoi selfie con le ruspe in prossimità dello Stretto la prossima estate. Senza dimenticare che grazie all’autonomia differenziata della Lega, Calabria e Sicilia avranno forse il Ponte tra 15 anni ma pagheranno dazio su sanità, messa in sicurezza del territorio e altre infrastrutture».
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